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pubblicato il 3 gennaio 2017

Rc auto, no alle polizze "anti-avvocato"

Sì al legale che aiuta il danneggiato: lo dice l’Antitrust

Rc auto, no alle polizze "anti-avvocato"

Assicurazioni Rc auto, ci pensa l'Antitrust a tutelare l'automobilista. Che ha pienamente diritto all'assistenza dell'avvocato anche per prevenire "litigi" con la propria compagnia sul risarcimento dopo un incidente. Col bollettino 46 del 27 dicembre 2016, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato si occupa di clausole vessatorie Rc auto, ossia di quelle parti del contratto Rca che producono uno squilibrio dei diritti a danno del consumatore, e a favore della compagnia. Ovviamente (non può che essere così), il linguaggio utilizzato dal Garante è ultra-tecnico, vista la complessità e la delicatezza del caso; e qui cerchiamo di sintetizzare quanto ha stabilito l'Authority. Si tratta, attenzione, di una svolta nel settore Rc auto. Tanto che OmniAuto.it ha seguito tutte le tappe della vicenda.

La clausola discussa

Il punto di partenza è che l'Allianz (un colosso) ha posto nei contratti (dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016) una clausola speciale: "Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica". Se l'automobilista firma, si impegna a non affidare la gestione del danno a "soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (avvocati e simili)". E si impegna a ricorrere preliminarmente alla "procedura di conciliazione paritetica" quando l'ammontare del danno non supera i 15.000 euro. In cambio, l'impresa opera lo sconto del 3,5% sulla Rca. Se l'assicurato vìola questo impegno, l'impresa applica una penale di 500 euro, da detrarsi al risarcimento. Dal 1° aprile 2016, la clausola è diversa: se l'assicurato viola questo impegno, penale del 20% del valore del sinistro con il limite massimo di 500 euro da detrarsi al risarcimento.

Questione pesante

La faccenda è di tale importanza che ha visto muoversi i pezzi da novanta della Rca. Ci sono stati reclami all'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che si è ritenuto non competente in tema di clausole vessatorie e ha trasmesso all'Antitrust la pratica. Nell'ambito della consultazione del Garante, sono pervenute le osservazioni di cinque associazioni di consumatori: Associazione danneggiati e utenti assicurativi (Aduas), Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Movimento consumatori. Più le osservazioni di tre organismi di categoria: Sindacato Italiano Periti assicurativi (Sipa), Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (Cupsit) e Organismo unitario dell'avvocatura Italiana (Oua).

La difesa della compagnia

Allianz si è difesa argomentando in diversi modi. Fra l'altro: "È temporalmente circoscritto al termine previsto per lo svolgimento della procedura di conciliazione paritetica. Qualora la procedura non abbia esito positivo, il cliente può accettare la somma proposta dalla società unicamente come anticipo e rivolgersi ai procuratori o legali per adire le vie giudiziali".

Cosa dice l'Antitrust

Per il Garante, quella clausola è vessatoria, ai sensi del Codice del Consumo. Il vantaggio economico per la stragrande maggioranza dei clienti ai quali è riconosciuto uno sconto sul premio assicurativo, oltre a risultare limitato, è di gran lunga inferiore rispetto all'ammontare della penale. C'è una restrizione alla libertà contrattuale. La posizione del danneggiato è quella di chi ha subìto un illecito civile (un danno durante la circolazione), all'interno del quale la stessa previsione di una clausola penale non appare giustificata. Secondo l'Antitrust inoltre limitare la facoltà di rivolgersi a un avvocato va contro gli insegnamenti della Cassazione e contro la Costituzione che all'articolo 24 tutela la difesa. Infine, la clausola non risulta formulata in modo chiaro e comprensibile. Adesso, la compagnia può fare ricorso al TAR contro il Garante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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