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Prototipi e Concept

pubblicato il 2 gennaio 2017

Dossier Concept Dimenticate

Italdesign Formula Hammer, sportiva intercambiabile

La carrozzeria del prototipo era facilmente smontabile, per sostituirla con un’altra più corsaiola

Italdesign Formula Hammer, sportiva intercambiabile
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L'eco della parola modularità rimbalza da tempo fra le persone che si interessano di automobili, complice il riscorso a schemi produttivi basati sulla condivisione di vari organi meccanici (il telaio, i motori, il cambio). Questa tendenza è diventata comune nell'ultimo periodo, in simultanea con un generale abbassamento dei costi, ma alcune società vi stavano lavorando già nella metà degli anni '90. E' il caso per esempio della Italdesign, che al Salone dell'automobile di Torino del 1996 esibì un prototipo dalle fattezze inusuali, a metà fra l'automobile da corsa e la berlina da famiglia, dove una scocca intercambiabile rivestiva una meccanica di serie: quella vettura si chiamava Italdesign Formula Hammer e "teorizzò" a suo modo il concetto di modularità, a quei tempi ancora molto lontano dall'imporsi.

Due prototipi, una base costruttiva

Il prototipo Hammer seguiva di pochi mesi quello chiamato Formula 4. Le due automobili sono nei fatti una sola, dal momento che utilizzano la stessa base meccanica (proveniente dalla Fiat Bravo HGT), ma cambiano a livello di estetica e adottano soluzioni meno o più vicine al mondo delle corse: la Formula 4 è una barchetta con quattro pozzetti singoli, come sulle automobili da gara, mentre sulla Formula Hammer non ci sono longheroni a "isolare" i sedili. Sulla prima il parabrezza è composto da due vetri singoli e ribaltabili, sulla seconda da un vetro unico più ampio e meglio profilato. La Italdesign Formula Hammer è dotata di un piccolo lunotto in vetro, montato all'interno dell'ala posteriore, che elimina una parte dei flussi d'aria nell'abitacolo e garantisce un minimo di conforto ai passeggeri.

Sotto la scocca è una Bravo HGT

La scocca della Formula Hammer è composta da un segmento anteriore e da uno posteriore, che lasciano scoperti i longheroni sulle fiancate e rendono più agevole l'ingresso a bordo. Non a caso Italdesign pensò che le due automobili potessero rivelarsi complementari: a partire dalla stessa base meccanica, nel nome della modularità, il corpo vettura avrebbe trasmesso loro una differente personalità. La Italdesign Formula Hammer riprende l'ossatura di base della Bravo HGT e adotta quindi il motore a benzina 2.0 da 147 CV, montato in posizione anteriore trasversale, che sull'auto in vendita garantiva prestazioni di buon livello: la velocità massima era nell'ordine dei 210 km/h e lo 0-100 km/h veniva portato a termine in circa 8,5 secondi.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Italdesign , auto storiche , auto italiane


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