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pubblicato il 29 dicembre 2016

Dossier Come si Fa

Pneumatici sgonfi? Ecco tre buoni motivi per gonfiarli

Oltre alla questione sicurezza, guidare con le gomme sgonfie incide sulle nostre tasche

Pneumatici sgonfi? Ecco tre buoni motivi per gonfiarli

Ogni volta che si leggono i risultati di Vacanze Sicure (attività di controllo da parte della Polizia stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus) c'è da fare un balzo sulla sedia. I numeri sugli pneumatici sono allarmanti: fra gomme sgonfie, usurate e lisce, sono tanti gli automobilisti che viaggiano non in regola col Codice della Strada. Oltre a ovvi problemi legati alla sicurezza, qui in basso (con l'aiuto di pneumaticisottocontrollo.it) ci occupiamo di un altro aspetto: il vostro portafogli.

Tre punti da ricordare

#1. Che differenza. Uno pneumatico sgonfio si consuma più velocemente e in modo non uniforme, quindi va sostituito prima. Una pigrizia, quella di non controllare la pressione delle gomme, che costa caro al guidatore. A meno che (ma questo è un altro discorso) il proprietario del mezzo peggiori la situazione: prima, per indolenza, viaggia con pneumatici sgonfi; e poi, per non scucire quattrini, con gomme usurate.


#2. Carburante. Circolare con pneumatici sgonfi fa consumare di più. Impossibile dire con certezza di quanto si abbassino le percorrenze chilometriche, perché i fattori in gioco sono mille: dalla pressione al tipo di strada, fino alla vettura e alla qualità dell'asfalto, passando per lo stile di guida. Grosso modo, si stima che i pneumatici sgonfi facciano consumare oltre il 3% in più di carburante. Così dice la "Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di CO2" (Decreto 31 marzo 200, fonte ministero Sviluppo economico). Se un'auto percorre 15.000 chilometri ogni anno il risparmio di carburante è stimato intorno ai 50 euro.


#3. Resistenza. C'è poi da considerare la resistenza al rotolamento dello pneumatico. È sull'etichetta della gomma che si legge la classe di resistenza al rotolamento, cui corrisponde una classe di efficienza energetica: questa va dalla A (verde) alla G (rossa), passando per classi intermedie gialle. Indicativamente, una riduzione del 6% della resistenza al rotolamento può abbassare i consumi di carburante dell'1%. In un anno, con un consumo di carburante di un veicolo dun 7l/100 km, e con un chilometraggio annuale preventivato di 15.000 km, per 40.000 km di intera vita dello pneumatico, il risparmio di carburante tra una gomma appartenente alla classe migliore e una della classe peggiore ammonta a 90 litri. Durante l'intera vita di uno pneumatico, questa quantità equivale a cinque pieni, ossia 240 litri (fonte nokiantyres.it).

Pressione: misura fai-da-te

Verificate che la pressione dell'aria contenuta negli pneumatici sia quella prevista dal libretto d'uso e manutenzione. L'operazione dura al massimo 3 minuti d'orologio. Per ogni ruota: svitate il tappo della valvola (usate dei guanti per non sporcarvi le mani), inserite il tubo del manometro (lo strumento che legge la pressione in "bar" e in "psi") nella valvola e leggete il valore della pressione in "bar" sulla scala graduata o sullo schermo del manometro. Il controllo va effettuato a gomme fredde: il riscaldamento da rotolamento produce calore, che fa aumentare la pressione. Per gonfiare uno pneumatico sgonfio, solitamente, bisogna tirare una leva simile al freno di una bici, mentre se la pressione è troppo elevata si deve premere un tasto per sgonfiarlo. Se ci sono sensori di pressione, in base alle indicazioni del libretto, azzerate il sistema una volta che le gomme sono alla giusta pressione.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , manutenzione , pneumatici


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