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Prototipi e Concept

pubblicato il 19 dicembre 2016

Dossier Concept Dimenticate

Italdesign Lucciola, la 500 d’oriente

Il prototipo si ispirava alla Fiat del 1955, ma venne scartato dal Lingotto e ripreso dalla Daewoo

Italdesign Lucciola, la 500 d’oriente
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Il successo ottenuto da alcune automobili ha origine talvolta da intuizioni coraggiose, riconducibili nella maggior parte dei casi al talento e alla lungimiranza di imprenditori poi passati alla storia. La lista degli esempi include vetture come la Ford Model T, ovvero la prima automobile costruita in grande serie, ma anche modelli come la Daewoo Matiz: l'utilitaria coreana ha ottenuto in carriera un successo maggiore di qualsiasi previsione, oltrepassando in 10 anni quota 2,5 milioni di esemplari venduti, grazie alle sue dimensioni compatte, al buono spazio interno e alla linea simpatica. In pochi magari ricordano che la Matiz si ispirava al prototipo Italdesign Lucciola, che l'azienda torinese propose inizialmente alla Fiat come sostituita della Cinquecento. La proposta venne scartata, e fu ripresa in seguito dall'azienda coreana.

I fari tondi e il tetto apribile non mentono

In questo caso il merito dell'intuizione viene assegnato a Who Woo Choonga, allora presidente dell'azienda, che avrebbe notato la Lucciola mentre cercava l'ispirazione per una vettura dalle caratteristiche analoghe: ne rimase affascinato e incaricò del progetto Italdesign, che Daewoo aveva già coinvolto per la berlina a cinque porte Lanos. La Lucciola venne esposta nel 1992 al Salone dell'automobile di Torino, sei anni prima della Matiz, e conquistò i visitatori grazie al suo aspetto giovanile e alle forme simpatiche. Per disegnarla Italdesign si ispirò al prototipo ID Cinquecento, ma cambiò la forma delle luci anteriori (da squadrate a tondeggianti), ridisegnò il fascione anteriore e mantenne la soluzione del tetto apribile in tela, insieme alle tre porte, che avvicinavano il prototipo Lucciola al concetto della storica 500.

Ibrida con un diesel da 7,5 CV

L'impronta estetica molto tradizionalista non incise a livello di meccanica, tutt'oggi molto innovativa: la Italdesign Lucciola utilizzava un piccolo motore bicilindrico a gasolio (da 7,5 CV) e due unità elettriche, montate in corrispondenza delle ruote posteriori, che sviluppavano ciascuna una potenza nell'ordine dei 9,5 CV. Le prestazioni dichiarate erano modeste, a partire dalla velocità massima (100 km/h), ma comunque sufficienti per la guida in città: la Italdesign Lucciola poteva percorrere fino a 50 km in modalità elettrica o viaggiare 8 ore di fila grazie alla sua piattaforma ibrida. Il prototipo fu inizialmente accantonato e venne poi ripreso su indicazione di Who Woo Choonga, che mise le fondamenta per quella che sarebbe poi diventata la Daewoo Matiz, talmente fortunata da restare in vendita fra il 1998 e il 2007.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Italdesign , auto italiane , auto storiche , car design


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