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pubblicato il 13 dicembre 2016

Dossier Auto e Salute

Guidare col sole in inverno, tre dritte per proteggere gli occhi

Vi diamo tre rapidi consigli su come tutelare la vista

Guidare col sole in inverno, tre dritte per proteggere gli occhi

Alla guida, uno degli errori più gravi che potete commettere è usare gli occhiali da sole unicamente d'estate, o con la bella stagione. In realtà, la vista va tutelata a prescindere dal mese dell'anno. Tanto più se si viaggia in montagna, anche in pieno inverno: fra i raggi solari diretti e i vari riflessi sulla neve o su altre superfici, gli occhi sono messi a dura prova. Con due possibili rischi: uno che interessa gli incidenti (vedendo male, va da sé che i sinistri siano più probabili) e uno che riguarda la salute. Attenti: le patologie oculari causate dalla luce solare vanno dalla cataratta (processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino nell'occhio) alla degenerazione maculare (danno alla rètina, che porta alla perdita progressiva della visione centrale) fino alla fotocheratite (senso di bruciore e accecamento temporaneo indotto da raggi UV riflessi). Morale: dopo il guaio alla salute, le possibilità di perdere la patente sono alte.

Tre punti chiave

#1. sole forte. Se la luce di montagna è intensa quando guidate, è consigliabile una lente scura (grigia, marrone o verde): si riduce l'abbagliamento. Anche quello dovuto ai riverberi. Si avrà anche un minore affaticamento oculare. Volendo, ci sono anche lenti polarizzate, che aiutano ad attenuare i raggi riflessi da superfici specchianti, quali lunotto e parabrezza. In quanto ai vetri delle auto, non tutti filtrano completamente i raggi nocivi: quindi, meglio proteggersi con occhiali da sole.

#2. Omologati. Occhiali da sole ultra low cost? Magari sono anche in regola: serve l'etichettatura CE, che dimostra l'omologazione. Tuttavia, recatevi sempre da un venditore autorizzato, perché le lenti in vendita presso le bancarelle abusive possono solo farvi male. Il meccanismo è complicato: semplificando, con occhiali da sole tarocchi l'occhio crede di essere protetto, quando invece non lo è. Così, la pupilla fa entrare raggi nocivi, come i raggi UVA. L'effetto è disastroso, anche nel breve termine. Senza parlare dello stress a livello visivo e mentale per chi non si protegge dal sole e per chi indossa occhiali da sole farlocchi: il guidatore si stanca, col rischio di mal di testa e di incidenti.

#3. Doppia difesa. C'è chi ha già occhiali con lenti contro i difetti della vista: in questo caso, le soluzioni sono due. Si possono applicare clip-on polarizzate agli occhiali da vista, ossia dei copri-occhiali scuri, sempre se venduti dal negozio specializzato. Oppure, sono ok le lenti solari e graduate. Gli occhiali da sole hanno un'etichetta che indica il grado di protezione: da zero a 4. Per la guida, sono adatti lenti con grado 2 oppure 3 (queste ultime specie in montagna). Serve il consiglio dell'ottico anche sul modello ideale per guidare l'auto: le lenti piccole potrebbero non ostacolare la penetrazione laterale della radiazione diffusa. E la montatura deve calzare bene, essere stabile sul naso: se muovete la testa in modo veloce, gli occhiali devono restare saldamente al loro posto.

Quella minaccia subdola

Massima cautela anche col sole che, d'inverno, permane basso all'orizzonte. In assenza di occhiali protettivi contro i raggi, il rischio di abbagliamento c'è eccome. Fatevi consigliare dallo specialista (è sempre bene sentire ottico e oculista): magari possono essere utili per i vostri viaggi in auto occhiali da sole con lenti a colorazione digradante. Ossia che scendono di "grado" di protezione: la schermatura è crescente dall'alto al basso. Così da vedere bene anche il cruscotto, quando l'occhio non necessita di un forte scudo contro i raggi. Il futuro è nell'applicazione di vetrature fotocromatiche per la vettura, con gli stessi princìpi di protezione dell'occhiale. Schermare dai raggi UVA significa proteggere, oltre agli occhi, anche la pelle dal melanoma.​

In collaborazione con Aldo Ferrara, professore di malattie respiratorie dell'Università di Siena, Executive Manager dell'A​ssociazione European Automotive Medicine (ERGAM), e autore di "Fisiologia clinica alla guida", Piccin Ed. 2015.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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