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Interviste

pubblicato il 3 gennaio 2017

Auto virtuali, più vere del vero

Intervista a Ivan Basso, il "fotografo digitale" che si affianca all’analogico. Così si riducono tempi, costi e difficoltà

Auto virtuali, più vere del vero
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Il primo giudizio che un appassionato formula a proposito di una nuova automobile è basato in gran parte sulle immagini pubblicate dalla casa costruttrice, le uniche a disposizione finché il modello non verrà mostrato nel corso di una rassegna e sarà così visibile dal vero. Le fotografie devono rivelarsi quindi ben costruite e di qualità, a partire dall'ambientazione, che deve mettere in evidenza le caratteristiche essenziali dell'auto: è molto probabile ad esempio che le fotografie di una coupé vengano scattate in circuito e non in autostrada, dove l'auto perderebbe fascino. Il valore delle immagini è talmente elevato che oggi le case automobilistiche possono scegliere talvolta di realizzarle tramite la computer grafica, affidandosi a professionisti del settore e semplificando un processo diventato molto costoso e laborioso.

Abbiamo parlato dell'argomento con Ivan Basso, di professione fotografo virtuale, che realizza soprattutto per il gruppo FCA immagini di automobili non ancora presentate o in luoghi dove non è materialmente possibile scattare in modo tradizionale, ad esempio perché le condizioni metereologiche non lo consentono o perché non viene momentaneamente concessa l'autorizzazione a fotografare. Basso sta lavorando in questo periodo al Model Year delle Maserati Ghibli e Quattroporte e ha realizzato tutte le immagini presenti nella galleria fotografica, ma non – restando fra le automobili di più recente introduzione – quelle dell'Alfa Romeo Stelvio: in questo caso il lavoro è stato ultimato negli Stati Uniti. L'attività di Basso è basata a Milano.

OmniAuto.it: Perché una casa automobilistica si rivolge a te e non ad un fotografo tradizionale?
Ivan Basso: "Non sempre l'auto è disponibile per il momento in cui vanno realizzate le immagini, o spesso non viene ancora prodotta nel colore scelto. I costi della fotografia tradizionale inoltre possono rivelarsi molto elevati: per lavorare nella località scelta dalla casa automobilistica bisogna considerare le spese di logistica, di agenzia, di trasporto dell'auto, i permessi, i costi della troupe… E' in questi frangenti che mi viene chiesto di realizzare un modello virtuale dell'auto. Una volta fatto posso inserirlo anche all'interno di un'ambientazione precisa: è più economico mandare un fotografo a scattare i fondi sul posto, realizzare l'auto in digitale e poi aggiungerla allo scenario che non muovere una squadra intera di professionisti".

OmniAuto.it: Quanto tempo ci vuole per realizzare un modello digitale dell'auto?
Ivan Basso: "In genere dai 10 ai 14 giorni. Io mi occupo di tutto il processo, a partire dalla raccolta dei file CAD, che l'azienda mi fornisce in maniera però molto frammentata: i file sono quelli a cui lavorano i vari gruppi di ingegneri e progettisti, quindi fra loro possono esserci differenze anche significative. La difficoltà sta nel convertire e riorganizzare questi macro-blocchi nella maniera a me congeniale. Il risultato è un'immagine completa dell'auto, che devo poi rifinire in base allo scenario, alle sue luci e alle sue ombre. L'esecuzione di tutto il lavoro dev'essere inevitabilmente molto elevata, perché i rendering hanno la stessa risoluzione di una fotografia: talvolta arrivano a 12.000 pixel".

OmniAuto.it: Quali richieste ti arrivano dalle case automobilistiche?
Ivan Basso: "Il mio lavoro inizia sempre con delle parole chiave. Spesso però mi viene chiesto di formulare delle proposte, ma in genere il concetto alla base di una ricostruzione grafica è in linea con le caratteristiche della casa automobilistica: può essere basato sulla sportività, sull'eleganza, sul lusso.... Talvolta mi è stato chiesto di falsare leggermente le proporzioni dell'auto, così da renderla più slanciata e accattivante, ma è comune anche la richiesta di lavorare sulle ruote per farle sembrare a filo del passaruota".

OmniAuto.it: Com'è nato il tuo lavoro?
Ivan Basso: "Ho studiato ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano, ma ho sempre coltivato la passione per i simulatori di volo e per il loro funzionamento. La mia carriera lavorativa è iniziata però come grafico freelance, e da qui sono entrato in contatto con agenzie che lavoravano per Fiat. Mi proposi e nel 1997 venni incaricato di realizzare l'animazione per le sospensioni anteriori dell'Alfa Romeo 156, lavoro che il gruppo affidava insieme ad altri a una società francese di grafica molto costosa. BMW, Mercedes e Volkswagen utilizzavano da tempo queste metodologie, che alla fine degli anni '90 erano sconosciute in Italia: il mio merito è stato di introdurle nel nostro Paese. Dal 2008 sono passato alla fotografia virtuale, grazie al progresso compiuto dalle tecnologie".

OmniAuto.it: Come vengono utilizzate le immagini?
Ivan Basso: "Le case automobilistiche comperano le ricostruzioni e le inseriscono poi all'interno di una loro banca immagini, quindi possono finire o nei dépliant, o su internet, o all'interno di un catalogo promozionale o anche in manifesti pubblicitari: un mio rendering dell'Alfa Romeo MiTo è stato utilizzato ad esempio per una pubblicità dell'Algida. Tengo per me i diritti d'autore, alla pari di un fotografo, che mi vengono pagati in relazione al tipo d'utilizzo".

OmniAuto.it: Quali sono i costi delle tue immagini?
Ivan Basso: "L'intero progetto per alcune immagini costa decine di migliaia di euro, ma il costo varia in funzione della qualità dei file che mi vengono inviati: più sono facili da elaborare e minore sarà il mio compenso. Questa è la fase più complessa del mio lavoro, a differenza di quelle successive".

Autore: Redazione

Tag: Interviste , interviste


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