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pubblicato il 2 dicembre 2016

Citroen, Peugeot e DS, una storia da guidare

Su strada con storiche e moderne, dalla Dyane alla nuova C3 passando per ID 19, DS 5 , 205 e 208 GTi

Citroen, Peugeot e DS, una storia da guidare
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La macchina del tempo esiste e l'ho provata. E' accaduto durante il "PSA & Friends 2016", un incontro col gruppo francese che offre la possibilità unica di provare auto di ieri e di oggi lungo le belle strade delle Crete Senesi. Avrete capito che non parlo di un futuribile marchingegno capace di spostarvi a piacimento nel passato e nel futuro, ma di un'occasione quasi unica per guidare sia le storiche marchiate Citroen, DS e Peugeot che le loro eredi moderne. L'effetto "Ritorno al Futuro" è garantito perché scendere da una Citroen Dyane 6 e salire su una nuova C3 1.2 BlueTech mi ha fatto capire quanto si è evoluto il mezzo meccanico e quanto ancora è rimasto di quello spirito innovativo e originalissimo tipico della Casa del Double Chevron. Lo stesso vale per il confronto fra Peugeot 205 GTi e la nuova 208 GTi o per il balzo spazio-temporale che ho fatto passando da Citroen ID 19 anno 1966 ad una moderna DS 5.

Citroen Dyane 6, ogni viaggio un'avventura

Il mio viaggio nella storia e nel DNA dei tre marchi francesi oggi sotto l'ala di Groupe PSA parte proprio dal modello più "datato", almeno nel modo di affrontare la strada. Parlo proprio della Dyane 6 del 1967 che è stata prodotta in quasi 1,5 milioni di esemplari e che evolve il concetto della 2CV. Lo spirito è però immutato con il suo incredibile assetto supermolleggiato a ruote indipendenti, il motore boxer a due cilindri che frulla sempre "canoro" e il tetto in tela ripiegabile che la rende una insolita cabriolet a quattro porte con portellone. Guidarla è qualcosa di sorprendente, un'esperienza formativa che la fa sembrare di secoli più antica della nuova Citroen C3; per quanto quest'ultima è rilassante, spaziosa, comoda e sicura su strada, tanto è avventurosa la Dyane che ha il volante quasi orizzontale, una climatizzazione ipotetica e una frenata lunga tipica dei freni a tamburo dell'epoca. Ciò non toglie che fra Sinalunga e San Gimignano ho faticato sulla storica, ma ho ringraziato il collezionista che mi ha permesso di fare questo tuffo nel passato. A proposito di storia devo ricordare che il viaggio è partito proprio da Sinalunga (SI) dove ha sede il Centro Documentazione Storica Citroen e DS che raccoglie preziosa documentazione, una biblioteca, un'officina e un enorme patrimonio di materiali d'epoca relativi al marchio francese e alla "déesse".

Peugeot 205 1.9 GTi, sportiva nell'anima

Una seconda tappa del viaggio l'ho fatta a bordo della mitica Peugeot 205 GTi, per l'esattezza la versione 1.9 da 130 CV di colore bianco che ha i cerchi in lega da 15" e i freni a disco posteriori. La piccola belva, vera icona sportiva degli Anni '80, è molto più vicina ad un'auto di oggi come la 208 GTi che ho provato subito dopo. Insomma, sulla 205 GTi ho viaggiato alla grande assaporando il piacere del grosso motore aspirato, del cambio azionabile senza esitazioni e dell'assetto rasoterra che rende facile ogni curva, a patto di non esagerare. Rispetto alla 208 l'assetto è un po' rigido, mancano alcuni comfort di oggi come il climatizzatore e l'infotainment evoluto con navigatore, ma grazie a sedili ben sagomati, ai vetri elettrici e ad un sound di motore entusiasmante sarei felice di usarla tutti i giorni. Se invece faccio prevalere la mia passione per l'efficienza e i bassi consumi la mia scelta cade sulla 208 GTi che non tradisce le attese e regala un'elasticità in ripresa davvero inimmaginabile ai tempi della 205. Anche in questo caso lo spirito della GTi francese è intatto dopo tanti anni e sorprende con il suo mix di prestazioni e comodità evoluto nel tempo.

Citroen ID19, il futuro in anticipo

La destinazione del viaggio è a San Gimignano (SI) per visitare la Galerie Peugeot, l'unico museo al di fuori della Francia dedicato alle auto della Casa del Leone, una collezione dei modelli storici più significativi dalla Bebé del 1916 alla 205 Gentry del 1991 passando per la speciale 604 Tour de France del 1980. Per raggiungere la meta uso in questo tratto finale l'incredibile Citroen ID 19 del 1966, versione semplificata di quel capolavoro innovativo chiamato DS o "déesse" (Dea in francese), ma a volte soprannominato anche "squalo" o "ferro da stiro". Il fascino è innegabile e capisco perché PSA ha deciso di sfruttarne la storia, la filosofia premium, lo stile unico e la sigla per lanciare il nuovo marchio DS. Il lusso, il comfort e l'ambiente interno sono futuribili come il design esterno e tutti assieme fanno da ispirazione per l'abitacolo aeronautico della rinnovata DS 5, ma sulla storica ci sono dettagli talmente originali da richiedere una certa assuefazione per la guida. Il cambio manuale al volante dopo un po' lo capisco, come anche l'assetto idropneumatico flessuoso e fluttuante, ma ai freni con ridottissima corsa del pedale proprio non riesco ad abituarmi. Il motore di 1.985 cc spinge sempre bene, anche in salita e pure con la marcia sbagliata, i sedili sono morbidi e lo sterzo è leggero in marcia, ma vi confesso che all'imbrunire sono stato felice di scambiarla con una moderna DS 5.

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Tag: Test , auto europee , auto storiche


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