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Tecnica

pubblicato il 29 novembre 2016

Volvo, la sicurezza è condivisa

A breve, le auto svedesi si scambieranno dati, automaticamente, su potenziali pericoli. Online

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Ci siamo. Un altro piccolo passo in direzione della guida autonoma e dell’auto del futuro è stato compiuto: Volvo sta per implementare un sistema di condivisione dei dati (sicura, come premette Peter Mertens, ex Senior Vice President Ricerca & Sviluppo di Volvo Car Group, ora passato in Audi), che permette di far sapere in anticipo agli automobilisti eventuali condizioni di aderenza precaria sul tratto di strada che andranno a percorrere. Non solo: nel caso in cui un veicolo davanti al proprio dovesse avere le luci di emergenza accese, chi sopraggiunge da dietro viene avvisato per tempo. Pensate a cosa questo possa voler dire dietro a una curva cieca o ad uno scollinamento, per esempio.

Si parte da Svezia e Norvegia

Il primo dei due sistemi si chiama Slippery Road Alert e prevede che ogni automobile (Volvo) raccolga informazioni in modo anonimo - senza cioè fornire dettagli su quale sia il veicolo che si trova in una determinata coordinata all’ora “x” - sulle condizioni di aderenza dell’asfalto, condividendole poi sul “cloud”, una piattaforma online accessibile a tutti gli altri veicolo dotati della medesima tecnologia. Sulla stessa piattaforma lavora anche l’Hazard Light Alert (luci di emergenza). I due sistemi verranno introdotti prima in Svezia e Norvegia e, a seguire, in tutti gli altri mercati, secondo un piano che in Volvo hanno già deciso, ma non ancora comunicato.

Prima di Volvo è arrivata Mercedes (con Bosch). Ma solo in via sperimentale

Volvo è la prima a rendere disponibile una tecnologia di questo genere per il cliente: Mercedes, solo pochi mesi fa, ha annunciato l’inizio della sperimentazione su un progetto simile insieme a Bosch: tramite sensori a ultrasuoni integrati nei veicoli coinvolti, viene “scandagliato” costantemente il margine della strada, finché si viaggia a 55 km/h, alla ricerca di un parcheggio. Una volta localizzato uno spazio disponibile, i dati vengono trasmessi dal Daimler Vehicle Backend al Bosch IoT Cloud per l’analisi, che verifica che si tratti davvero di un parcheggio e non, per esempio, di un passo carrabile. Il futuro è già qui e Volvo e Mercedes si confermano molto “avanti”.

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Tag: Tecnica , Volvo , auto europee , sicurezza stradale


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