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Curiosità

pubblicato il 28 novembre 2016

Asta Duemila Ruote, le cifre record e l'incognita giudiziaria

Non solo si sono toccati prezzi fuori mercato, ma una sentenza d'appello potrebbe mettere tutto in discussione

Asta Duemila Ruote, le cifre record e l'incognita giudiziaria
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Prima di tutto: perché è nata l’asta Duemila Ruote, organizzata in contemporanea e nella stessa area fieristica (Milano-Rho) di Milano AutoClassica? Per mettere in vendita l’intera collezione di auto, moto, barche, biciclette, bob, go-kart e automobilia (oltre 800 lotti, di cui più di 400 auto in totale) che l’imprenditore veneto Luigi Compiano aveva collezionato in oltre 15 anni, fino a quando l’autorità giudiziaria, a causa di importanti pendenze economico-giudiziarie, non gli ha portato via tutto. La Guardia di Finanza ha così indetto una gara d’appalto tra le maggiori case d’asta mondiali – vinta dalla RM Sotheby’s – per rimborsare i creditori del collezionista. Siccome si trattava di una collezione estremamente variegata, ma soprattutto il valore totale dei beni era superiore ai 30/35 milioni di euro, la casa d’aste ha attivato una campagna pubblicitaria mondiale dell’evento per assicurarsi un risultato economico soddisfacente: i collezionisti sono dunque arrivati da ogni parte del mondo, Australia compresa. L’elemento più clamoroso di tutta la vicenda, più ancora delle quotazioni fuori mercato, è che il proprietario della collezione potrebbe essere assolto il 5 dicembre dalla condanna in primo grado per evasione di IVA. Con tutte le conseguenze che ci si possono immaginare sugli oggetti messi in vendita.

Lunghe code per accedere

A Duemila Ruote c’era anche Enrico Rondinelli, titolare di Gulfblue.it - la società di compravendita e consulenza automobilistica per collezionisti a appassionati di corse - che ci ha dato le sue impressioni dal vivo. Queste le sue parole: “Con le migliori aspettative, focalizzati sui pezzi meno interessanti ai più (credevamo noi...!) ci siamo iscritti per tentare di portare a casa uno o due oggetti degni di essere riportati alla luce, dopo essere stati nascosti in un capannone per anni. Ma mai ci saremmo aspettati, nella giornata di registrazione e di visione dei lotti in asta, di attendere oltre 3 ore in fila per l’accredito mentre un fiume incontrollato di persone si aggirava tra i lotti per la pura curiosità di vedere queste auto”.

“Sciacallaggio” e disorganizzazione

Continua Rondinelli: “A parte le lungaggini burocratiche dovute a oltre 6.000 iscritti, lo scenario più avvilente è stata la totale mancanza di controllo delle persone che si intrufolavano dentro le macchine, portandone via pomelli del cambio, stemmi, accessori, centraline… Addirittura, dalla Lancia Delta Martini ex ufficiale, è stato rubato il secondo assetto che si trovava dentro l’auto. Una pessima figura per gli italiani (purtroppo la paghiamo noi in primis, ma vi erano anche tantissimi stranieri) e per una casa d’asta che non può permettersi uno scivolone del genere, soprattutto quando si tratta di pezzi da svariate decine di migliaia di euro”.

Non è tutto oro quello che luccica

Sempre secondo quanto riportato dal nostro “insider”, quasi tutte le auto offerte sono ferme da almeno 3 anni, ma la maggior parte è ferma da almeno 10-15. Nonostante le auto fossero alla mercé di tutti, non è stato certo possibile verificarle sul ponte o tantomeno verificarne la funzionalità poiché sono sotto i sigilli della Guardia di Finanza. Sì, le auto non si potranno ritirare prima di una decina di giorni quando la finanza non le avrà liberate dai vincoli. Molte auto sono senza libretti di circolazione e documenti a corredo, ma a questo si potrà ovviare con duplicati, forse.

Chi guadagnerà da questa avventura?

I creditori del collezionista seriale – più che lecitamente –, la Guardia di Finanza, la casa d’aste RM Sotheby’s, e soprattutto i restauratori e ricambisti che dovranno prendersi cura delle auto acquistate. Sì perché tutte le auto hanno bisogno di interventi più o meno importanti; oltre a quanto si è potuto vedere, potrebbero anche avere motori bloccati, punti di ruggine occulti e motori non compatibili. Ma evidentemente questo non importa ai nuovi proprietari.

Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Curiosità , aste , auto americane , auto europee , auto giapponesi , auto inglesi , auto italiane , auto storiche , milano


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