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pubblicato il 28 novembre 2016

Duemila Ruote: l'asta più pazza del mondo

Molti prezzi folli, altri più equilibrati e diversi lotti acquistati bene. Ecco com’è andata

Duemila Ruote: l'asta più pazza del mondo
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L’asta Duemila Ruote - che si è tenuta negli stessi giorni e nella medesima area fieristica (Milano-Rho) di Milano AutoClassica - è stato un evento unico per dimensioni e cifre. Numeri alla mano, è la più grande asta di auto nella storia europea e probabilmente la più grande (oltre che una delle più discusse) asta di sempre al mondo di una collezione appartenuta a un unico proprietario: 836 lotti, dei quali 434 di auto storiche, in sole 25 ore. Di seguito, vi diamo le impressioni dal vivo registrate dal "nostro" Enrico Rondinelli (titolare di Gulfblue.it - la società di compravendita e consulenza automobilistica per collezionisti e appassionati di corse), che Duemila ruote l’ha vissuta da dentro. "Già dal primo lotto di automobilia battuto venerdì mattina si è capita l’aria che tirava: i lotti stimati 100-150 euro sono stati aggiudicati a 1.500 euro. Sui valori di questi lotti va aggiunta l’IVA sull’intero importo ed una commissione del 17% (più ulteriore IVA sulla commissione)".

Prezzi folli e pubblico presente senza parole

Ad ogni lotto venduto, le facce dei presenti tradivano stupore e/o delusione, soprattutto quelle dei commercianti, che non hanno avuto la minima chance d’acquisto (per i fondi d’investimento non c’era convenienza, invece). Anche stimati e facoltosi appassionati italiani hanno dovuto alzare bandiera bianca davanti a stranieri che evidentemente hanno portafogli senza limite. Il motivo di questa "febbre al rialzo" è difficile da spiegare anche per chi è del settore: per capirci, auto tutt’altro che rare erano reperibili in vendita a pochi metri dall’asta (presso gli stand della Milano Autoclassica, fiera che ospitava l’evento) alla metà del prezzo battuto in asta. Ecco alcuni esempi: Innocenti Mini Cooper del 1974, 13.000 euro; 911 Carrera 3.2 Cabrio del 1985, 75.000 euro; un rottame di Chevrolet Corvette Sting Ray, 27.000 euro; Lancia Fulvia 1.3 Zagato in alluminio, 145.000 euro; un rottame di mezza (mancava tutto il posteriore) Alfa Romeo 6C 2500, 70.000 euro. Prezzi a cui vanno aggiunte le commissioni e l’IVA, circa il 15% sul valore battuto. Per non parlare delle auto moderne: una Ferrari 599 GTB Fiorano è stata battuta a circa 552.000 euro, un’Aston Martin V8 Vantage del 2007 a 70.000 euro e una Mini Cooper S Clubman del 2008 a 24.000 euro; una chilometri zero - di nuova generazione - in concessionaria costa uguale, se non meno.

Cosa ci si aspettava

Più "normali", secondo il giudizio del nostro esperto Rondinelli, le cifre toccate da Maserati Mistral del 1965 (110.000 euro), Mercedes 500 SL del 1993 (13.000), Giulia GT sprint veloce del ‘66 (44.000), Ferrari 308 GTS Quattrovalvole (69.000), varie Testarossa a 75/85.000 e l’Opel Ascona 400 (60.000 euro). Anche l’Alfa Romeo Giulia GTA, tanto attesa, è stata venduta ad una cifra alta – 300.000 euro – ma proporzionata. Era prevedibile che avrebbero spuntato cifre da record i pezzi da novanta, tra cui la Lancia Delta HF Integrale ex ufficiale a 246.400 Euro, l’altra Delta ex Carlo Sainz a 336.000 euro, la Ferrari 365 GTC a 739.200 euro la Bugatti EB110 a 616.000 euro, per concludere con la Maserati MC12 a poco più di 3 milioni di euro, l’attesissima Ferrari 275 GTB/6C allumino a 3.416.000 euro, l’F40 a poco più di 1 milione così come la Porsche 959.

Torniamo alla realtà

I valori reali non sono questi: il mondo delle auto storiche dice altro. Dice che le auto inglesi sono in lieve flessione così come le Porsche 911 "normali" e le Ferrari più comuni. Le auto storiche, comunque, vanno analizzate singolarmente, non si può fare di tutta l’erba un fascio; possono esserci esemplari da record ma questa non può essere la regola, così come non diventeranno la regola i prezzi spuntati in questa pazza tre giorni. Provare per credere.

 

Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Curiosità , aste , auto europee , auto inglesi , auto storiche , milano


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