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pubblicato il 20 dicembre 2007

La benzina più cara d'Europa

Il regalo di Natale per gli automobilisti italiani

La benzina più cara d'Europa

Il tormentone di Natale è servito: prezzi dei carburanti alla stelle proprio quando milioni di automobilisti s'incamminano sulla strade delle vacanze. Benzina e gasolio in Italia costano più che nel resto d'Europa, ovvero 5.3 centesimi in più rispetto alla media. L'allarme lanciato dal Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani durante un'audizione alla Camera sta suscitando aspre polemiche, con i petrolieri chiamati a spiegare le ragioni di questi ulteriori rincari che pesano come macigni sul portafoglio degli italiani.

Il prezzo della super viaggia ormai su livelli record da mesi e i dati pubblicati dal ministero sul famoso "benzinometro" parlano chiaro; martedì 19 dicembre per la "verde" si andava da un massimo di 1.378 euro al litro alla Shell a un minimo di 1.374 del listino di Tamoil e Agip. E la scure si abbatte anche su diesel che viaggia tra 1.307 e i 1.299 euro al litro della solita Agip. Ma il punto è un altro. Il prezzo industriale dei carburanti, cioè quello al netto di accise e imposte, è lievitato in Italia negli ultimi mesi: rispetto alla media Ue nei 25 paesi lo scarto è di 4.7 centesimi per il gasolio e di 5.3 per la benzina, il massimo storico dopo i picchi della scorsa estate.

Silenzio per ora dall'Unione Petrolifera italiana, potente associazione di categoria. Per trovare la spiegazione del caro carburanti, basta leggere il recentissimo rapporto "preconsuntivo petrolifero 2007" che analizza dati e tendenze del mercato confermando che i prezzi industriali "sono stati in linea con l'andamento delle quotazioni internazionali".

Rispetto alle differenze con l'Europa "si è assistito nel 2007 ad un progressivo ridimensionamento dello stacco dalla media Ue che sia per la benzina che il gasolio è sceso sotto i valori degli ultimi tre anni. In media annua per la benzina ci si dovrebbe attestare a 3,3 centesimi mentre per il gasolio a 3,5. Se si fa riferimento alla sola area euro lo stacco scende a 2,5 per la benzina e 3,2 per il gasolio". Ma il vero problema per gli automobilisti non sono le medie, ma le brusche impennate dei listini, che ormai rischiano di diventare una tradizione delle vacanze come il panettone e il pandoro ma molto più indigesti.

Ulteriore aggravante è data dal fatto che grazie al cambio favorevole Euro - Dollaro in Italia la bolletta petrolifera italiana dovrebbe diminuire di 2 miliardi di euro a parità di consumi. Ma i prezzi aumentano. Paradossi economici!

E allora qual è il vero motivo? Secondo la stessa Unione Petrolifera la rete di distribuzione italiana presenta maggiori oneri rispetto a quella di altri paesi europei, per l'alto numero di stazioni di servizio, 22.400 secondo gli ultimi dati, e per la scarsa attitudine dell'automobilista italiano all'uso del self service e per la mancanza di business alternativi legati ai prodotti non oil, come tabacchi e bar, che per i gestori europei pesano per il 70% del reddito.
Un'analisi condivisa parzialmente dal Ministro Bersani che, però, punta il dito contro la scarsa presenza della grande distribuzione nel settore e conferma che il livello di tassazione su benzina e gasolio in Italia è in linea con l'Europa, mentre si attendono i risultati dell'antitrust che lo scorso Gennaio ha avviato un' istruttoria su nove compagnie petrolifere sospettate di aver stretto un accordo di cartello sui prezzi a danno dei consumatori.

Care, carissime quest'anno le feste per gli automobilisti.

Autore: Davide Barcarelli

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