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pubblicato il 20 dicembre 2007

Corvette ZR1

620 Cv, 823 Nm, “almeno” 320 km/h: provate a prenderla!

Corvette ZR1
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Il dominio nella costruzione di supercar è, fuori da ogni ragionevole dubbio, una consapevolezza europea. A questo punto, però, il dibattito si infiammerebbe sul più cruciale interrogativo: quale stato-nazione, nell'ambito della storia dell'automobile, ha contribuito in modo determinante alla creazione di questa categoria che tanto alimenta le emozioni degli appassionati? Probabilmente non c'è nemmeno una forte esigenza di sentirsi nazionalisti e peccare di presunzione: l'italico genio, guardando a tutto lo sviluppo delle vicende del motorismo mondiale, ha saputo creare sensazione attorno a una macchina con caratteristiche definibili sportive: si guardi alle corse, ai record, ai piccoli marchi, ai modelli che hanno fatto storia. Nel nostro "ragionato" elenco entrano di buon grado Alfa Romeo (troppe vittorie, troppe auto sportive, non le citiamo nemmeno!), Ferrari, Lancia (vinse la Carrera Panamericana - Mexico nel 1953, la Mille Miglia nel '54, e, in tempi più vicini, una quantità sconfinata di successi nei rally), Maserati, Lamborghini, Osca, Cisitalia, Diatto, Pagani, Bugatti (perché Ettore Bugatti era italiano e perché qui, in terra d'Emilia, le Bugatti "tentarono" la rivalsa nei primissimi Anni 90") e molti, moltissimi altri.
Gli "stranieri" hanno, in questo senso, dato, da parte loro, il maggior filo da torcere: BMW, Porsche, Mercedes, Aston Martin, Jaguar (ma anche la spagnola Pegaso, Renault, Matra e le inglesi HWM, Cooper, Lotus, TVR e Marcos) e, negli ultimi anni, i marchi giapponesi, hanno fatto sentire pesantemente la loro voce.

ALDILA' DELL'ATLANTICO
E l'America? "Laggiù" i punti di vista sono sempre stati molto differenti, tanto che l'universo delle competizioni e delle auto sportive made in Usa da sempre è un concetto con una forte componente autoctona (carrozzerie gigantesche, motori immensi, tecnologia molto convenzionale) ma non c'è dubbio che alcuni prodotti della passione americana abbiano fatto breccia nel cuore di noi europei e abbiano pure seriamente minato il primato del Vecchio Continente: citiamo solo la Ford Mustang, la Ford GT4, l'AC Cobra e la Dodge Viper.
La Corvette è un po' la Porsche 911 d'America. Sulla breccia da decine e decine d'anni, sempre fedele al suo stile, sempre ammirata, osannata e desiderata, anche se come esponente di quella particolarissima nicchia delle sportive d'Oltreoceano: uniche e inimitabili. Ma...

TECNOLOGIA, FIBRA DI CARBONIO, CARBOCERAMICA
Il problema delle supercar americane è stato quello di avvicinarsi ai valori delle auto sportive più conosciute, come Porsche, Ferrari, Lamborghini o Maserati. La Corvette, dal canto suo, è sempre stata quella che più si viaggia in scia ai concetti "nostri" e negli ultimi anni ha saputo stringere sempre più questo divario, proponendo modelli molto emozionali e con una caratteristica specialissima: un prezzo molto inferiore alle concorrenti. Si può dire che la Corvette Z06 (V8, 7 litri, 513 Cv, 320 km/h, meno di 90.000 euro) sia stata la più rappresentativa.
Ma ora è successo qualcos'altro: è avvenuto che Corvette ha fatto un improvviso salto tecnologico di qualità andando a sfruttare i principali ritrovati tecnologici in tema di automobilismo sportivo, per creare un'auto fuori da ogni ragionevole considerazione: è nata la Corvette ZR1, una mistica vettura ad altissime prestazioni con una caratteristica peculiare: un prezzo almeno dimezzato rispetto alle sue concorrenti (e parliamo di Porsche 911 GT2, Lamborghini Murcielago LP640, Ferrari F599 GTB).

ESTETICA MODIFICATA
La ZR1 esteticamente è immediatamente riconoscibile: nuovo scudo paraurti con vistoso spoiler anteriore: quest'ultimo e il cofano sono in fibra di carbonio. Sul coperchio motore spicca la finestrella in plexiglass che rende visibile il grande compressore volumetrico. La fibra di carbonio (rigorosamente a vista) è stata utilizzata anche per il tetto e il grande rollbar. Completano il maquillage le minigonne laterali e un piccolo ma utile spoiler posteriore.

MECCANICA
La Corvette ZR1 è una coupé due posti con motore anteriore-centrale e cambio in blocco con il differenziale al posteriore per un'ottima ripartizione delle masse (schema Transaxle). Il telaio, interamente realizzato in alluminio, è il medesimo della Z06, al quale sono stati apportati opportuni rinforzi. E' equipaggiata con un motore 8 cilindri a V di 6,2 litri di cilindrata, siglato LS9, al quale è stato applicato un compressore volumetrico. La potenza finale è di 620 CV, con un valore di coppia massima di 823 Nm. Il cambio, a 6 marce è stato adeguatamente rinforzato, al pari del differenziale posteriore, in grado di sopportare una simile potenza. Il tutto è affidato alla mediazione di una nuova frizione bi-disco dal diametro contenuto (26 cm) ma di grande resistenza e in grado di offrire un certo comfort nei passaggi di marcia riducendo lo sforzo al pedale.

Novità molto interessante anche nel comparto sospensioni: è presente un inedito schema con soluzione magneto - reologica per il controllo attivo dell'assetto. I freni sono stati adeguati per garantire prestazioni ottimali alle caratteristiche dinamiche della vettura: sono presenti dischi in carboceramica di grande diametro (394 mm davanti, 380 dietro) con pinze, rispettivamente, a 6 e 4 pompanti verniciate in uno sgargiante colore blu. Anche l'impronta a terra è possente: la ZR1 monta ruote anteriori da 19" con pneumatici da 285/30ZR19 e posteriori da 20" con gommatura 335/25ZR20. Il peso complessivo è di 1.519 chili.
Accessori di serie: sedili sportivi rivestiti in pelle e regolabili elettricamente, climatizzatore automatico, navigatore satellitare con sistema bluetooth e molto altro. Unici optional: ruote cromate e "luxury" package.

Scheda Versione

Chevrolet Corvette Coupé
Nome
Corvette Coupé
Anno
2005 (restyling del 2011) - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
sportive
Carrozzeria
coupé
Porte
3 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Novità , Chevrolet


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