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pubblicato il 22 novembre 2016

IVA detraibile sulle auto aziendali, ancora una proroga

Polemica sul peso delle tasse per le vetture da lavoro, ma se ne riparla nel 2019

IVA detraibile sulle auto aziendali, ancora una proroga

Tutto come prima, ennesimo rinvio: c'è un'ulteriore proroga al 2019 della limitazione della detraibilità IVA al 40% sulle auto aziendali. E l'Aniasa (Associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici di Confindustria) non ci sta: "Questa misura miope penalizza le aziende italiane rispetto ai competitor europei che beneficiano di minori costi di mobilità". In parole semplici, stando alla denuncia Aniasa, le società di noleggio all'estero hanno un fisco più leggero rispetto a quelle che operano in Italia: un vantaggio notevole, che le rende molto più competitive rispetto alle nostre. Ma, per capire meglio di cosa si sta parlando, è opportuno fare un passo indietro.

La battaglia dell'IVA

Dal 1980 e per 20 anni l'Italia ha chiesto e ottenuto dall'Unione Europea un regime speciale di totale indetraibilità; dal 2001, visto che eravamo gli unici in Europa, si è deciso di rendere detraibile l'IVA sulle auto al 10%, salendo al 15% dal 2006. Anno in cui è intervenuta la Corte di Strasburgo che ha condannato lo Stato ad applicare la detraibilità del 100%, così come previsto dalla normativa europea. Il ministero delle Finanze dell'epoca ha limitato la detrazione al 40%, considerata percentuale accertata di utilizzo del veicolo a scopi di produzione del reddito; l'UE ha accordato l'autorizzazione per il periodo 2007-2010 e da allora, di triennio in triennio, sono state chieste (e concesse) altre proroghe, fino all'ultima, proprio di questi giorni, fino al 31 dicembre 2019. Qual è il motivo della proroga? Obiettivo: contrastare l'evasione dell'IVA e a semplificare la relativa procedura di imposizione. In realtà, secondo l'Aniasa, l'auto aziendale è promotore sia di correttezza fiscale sia di contrasto all'evasione. In particolare, con il noleggio veicoli, ogni fase operativa sotto il profilo amministrativo e contabile è congiunta a ogni adempimento stabilito dalla normativa tributaria.

L'aiuto della tecnologia

Stando all'Aniasa, la telematica applicata alle flotte, con test da condurre in collaborazione con il ministero dei Trasporti, potrebbe essere utile per verificare con precisione quanto in percentuale l'auto viene impiegata per esigenze di lavoro: sicuramente più del 40%. "Probabilmente, il peso della manovra di bilancio in corso e la crescita del PIL indicata all'1% ha portato a tale proroga, ma il gap con l'Europa continua a pesare negativamente sulle aziende italiane", chiosano le società.

Un esempio concreto

Risultato: per un'auto da 30.000 euro, in Italia la detraibilità IVA è solo di 2.164 euro, contro 4.790 euro della Germania, ben 5.000 euro della Gran Bretagna. Per poi schizzare a 5.207 euro in Spagna. Inarrivabile la Francia, con 5.880 euro. Quel divario fiscale incide in maniera sensibile sul mercato dell'auto aziendale che in Italia continua a "valere" il 36%, contro il 45% medio degli altri principali Paesi europei. In tutto questo, l'aspetto bizzarro è che "l'ennesimo rinvio all'italiana che contraddice quanto il Governo sta portando avanti nella Legge Stabilità con il super ammortamento".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse


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