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pubblicato il 22 novembre 2016

Jaguar I-Pace VS Tesla Model X

Sfida a distanza - e a ruote ferme - tra il concept elettrico inglese e il SUV americano

Jaguar I-Pace VS Tesla Model X
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Si chiama Jaguar I-Pace e ha già messo la Tesla Model X nel mirino: è questo l’ennesimo segnale che la pacchia, per Tesla, sta per finire. I Costruttori tradizionali - dal Gruppo Volkswagen a BMW, da Mercedes a Jaguar-Land Rover, ma anche Renault-Nissan e tanti altri - hanno infatti cominciato a credere fermamente nell’elettrico e per la Casa californiana sono in arrivo diverse concorrenti molto ma molto difficili. In realtà, com’è giusto riconoscere, Tesla la pacchia se l’è meritata alla grande, perché nell’auto a batteria ha cominciato a crederci quando ancora sembrava solo una fissazione da radical chic ricchi. Poi, un po’ il Dieselgate Volkswagen, un po’ la crescente sensibilità alle tematiche ambientali (Donald Trump permettendo, proprio negli USA…), ma anche il successo della stessa Tesla nonostante la gioventù del marchio, ha portato un po’ tutti sulla strada dell’elettrico. Al Salone di Los Angeles, appunto, Jaguar ha fatto vedere qual è il suo prossimo passo con un concept che propone un design coerente con le ultime creazioni della Casa, ma con l’aggiunta di un pizzico di hi-tech, perfetto per rappresentare i contenuti della macchina.

L’autonomia prima di tutto

Quanta strada si può percorrere tra una ricarica e l’altra è uno dei temi più sensibili quando si parla di elettriche; segue a ruota il tempo di ricarica. Detto che ci dobbiamo per forza di cosa affidare ai dati dichiarati, che nel caso della Jaguar sono ancora degli obiettivi, più che dati di fatto, la Model X (la top di gamma 100 kWh Performance 4WD aut) arriva a 539 km di autonomia, mentre la I-Pace dovrebbe fare 500 km. In entrambi i casi si parla di valori ottenuti in base al ciclo NEDC (quindi piuttosto “ottimista”). Quanto ai tempi di ricarica, in Jaguar si sono posti l’obiettivo di un tempo di ricarica di poco più di due ore, se si utilizzano una colonnina o una wallbox da 50 kW. Tesla offre un quadro molto dettagliato: 85 minuti utilizzando il Supercharger da 120 kW, 6 ore e 33 minuti con il Wall Connector da 72 ampere e 9 ore e 52 minuti con il Wall Connector da 48 ampere (tempi relativi alla 90D).

Prestazioni: tenetevi forte

Che le Tesla, 100% elettriche e sostenibili, siano delle “belve” da accelerazione è cosa nota e la Model X non tradisce le tradizioni: la più lenta (la 70D) brucia lo 0-100 km/h in 6,2 secondi, mentre la P90D sta attaccata alle supercar, grazie al suo incredibile crono di 3,4 secondi, sempre per scattare da 0 a 100 km/h. Che dire poi della già citata 100 kWh Performance 4WD aut? Con 772 CV di potenza e 967 Nm sembra voler strappare l’asfalto e ferma il cronometro, nello 0-100 km/h, dopo 3,1 secondi. Il tutto, per una velocità massima che, in base alle versioni, va da 210 a 250 km/h, anche se a queste andature l’autonomia precipita a poco poco più di un “casello-casello” tra Francoforte sud e Francoforte nord. Quanto alla Jaguar, non si rincorre così tanto la potenza: quella totale dei due motori è di 400 CV (alimentati da un pacco batterie da 90 kWh), mentre la coppia massima è pari a 700 Nm, per uno 0-100 km/h in circa 4 secondi.

Qualità, la Tesla ha deluso, la Jaguar può fare meglio

L’autorevole rivista Consumer Reports dell’associazione americana Consumer Union sintetizza così il giudizio sulla Model X: “E’ più scenografica che pratica. Le porte posteriori che si sollevano regalano una bella accessibilità, ma sono lente sia in apertura che in chiusura. Inoltre la fila centrale di sedili che non si può abbattere è un bel problema per chi vuole caricare oggetti molto grandi” (a proposito di questo va detto però che la Model X, a differenza della I-Pace può avere, a richiesta, il sesto e settimo posto). Soprattutto, e qui emergono i problemi che hanno afflitto il SUV americano dopo la sua presentazione (e i ritardi nelle consegne): “L’affidabilità degli esemplari prodotti nel primo anno di vita dell’azienda era deludente. In particolare, i problemi interessavano la scocca (le già citate porte), il blocco motore/batterie e il sistema audio”. Ovviamente, considerazioni di questo tipo sulla I-Pace non se ne possono fare, visto che si tratta di un concept. Quello che si può affermare è che sotto la gestione Tata Jaguar e Land Rover hanno raggiunto livelli di qualità e affidabilità che prima si sognavano.

Guida autonoma e sicurezza

Elon Musk, boss di Tesla, ha carisma, un carisma che nel mondo dell’auto - e in generale nel business - pochissimi altri hanno. Consapevole di ciò, ogni tanto si fa prendere la mano. Leggete cosa disse in merito alla sicurezza passiva della Model X: “Le portiere posteriori della vettura non hanno sistemi particolari per "liberare" i passeggeri in caso di ribaltamento, perché la Model X ha una probabilità dimezzata di incorrere in questo tipo di incidente rispetto alle sue rivali”. Capito? Non resta che fidarsi. Per il resto, com’è noto, Tesla è molto avanti nei sistemi di assistenza alla guida. Tra problemi, “miracoli” e scenari di guerre asimmetriche dalle quali ripararsi all’interno di una Model X, l’Autopilot è stato nel frattempo evoluto in Hardware Two e insieme ai sistemi di Mercedes e Volvo è attualmente il più avanzato sul mercato. Quanto alla I-Pace, anche il Gruppo Jagaur-Land Rover sta lavorando parecchio nella direzione della guida assistita e, in prospettiva, autonoma: su strada, ma anche fuoristrada.

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Tag: Curiosità , Jaguar , auto americane , auto elettrica , auto europee , guida autonoma , los angeles


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