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pubblicato il 17 novembre 2016

Incidenti d'auto, le polemiche sui dati Istat 2015

L’Associazione Guarneri sostiene che le statistiche riguardanti i sinistri non rappresentino la realtà

Incidenti d'auto, le polemiche sui dati Istat 2015

È polemica sugli incidenti in Italia. Secondo i dati ACI-Istat, nel 2015 si sono verificati in Italia 174.539 sinistri con lesioni a persone (-1,4% sul 2014), che hanno provocato 3.428 vittime (morti entro il 30° giorno) e 246.920 feriti. Per la prima volta dal 2001, aumentano le vittime della strada (+1,4% sull'anno precedente). Anche i feriti gravi risultano in aumento: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16.000 contro i 15.000 del 2014. Terribile il bollettino di guerra dei grandi Comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell'abitato aumenta addirittura dell'8,6%: così, crescono i dubbi sulla prevenzione affidata alle telecamere. Ma c'è chi mette in discussione questi numeri.

Sono molti di più

A polemizzare contro i dati ACI-Istat è infatti l'Associazione Lorenzo Guarnieri, nata sei anni fa per ricordare Lorenzo (e per salvare vite umane): aveva 17 anni e mezzo quando venne ucciso la notte del 2 giugno 2010 (a Firenze, un uomo di 45 anni che guidava sotto effetto di alcol e di droga invase l'altra corsia di marcia e lo investì in pieno). A parlare è il padre del ragazzo, Stefano Guarneri: "C'è una sotto-rappresentazione del fenomeno della violenza stradale". Insomma, gli incidenti sono molti di più di quanti emergano dalle statistiche. Ecco l'attacco: "La contabilizzazione del fenomeno non è veritiera: per eludere questo problema si concentrano sul dato tendenziale (aumento o diminuzione rispetto all'anno precedente), come se conoscere il valore assoluto dei morti, dei feriti gravi, dei feriti leggeri, la loro frequenza in proporzione ai veicoli circolanti e le loro differenze geografiche normalizzate non fosse importante".

Due indizi

"Sicuramente la sottostima del numero dei morti è nota all'Istat almeno dal 2012, quando feci rilevare che nel dato della Toscana relativo all'anno 2010 mancavano 24 morti, fra cui mio figlio: il dato fu corretto dopo due anni ma poi non più verificato anche in tutte le altre regioni", continua Stefano. Inoltre, "da tempo è anche noto che la popolazione totale di feriti e morti riportata dalle assicurazioni (fonte Ania, Associazione delle assicurazioni) è più del doppio di quella indicata dall'Istat: 577.058 contro 251.530 nel 2014 (neanche nella seconda guerra mondiale i feriti sono stati stimati con un'approssimazione superiore al 100% a livello nazionale)".

Alcol, altro guaio

Al di là dei numeri sugli incidenti, di sicuro qualcosa non va a livello di cause. Mancano alcol e droga, in particolare. Lo riconobbe anni fa l'Istat stesso: la compilazione di questa informazione conduce a valori del dato sottostimati se comparati con indagini demoscopiche sui comportamenti a rischio dei conducenti, condotte sulla popolazione a livello nazionale o su dati diffusi da organismi internazionali e nazionali. Per giunta, il Codice della Strada prevede la possibilità di rifiuto, da parte dei conducenti coinvolti, di sottoporsi agli accertamenti sullo stato psicofisico (stato di ebbrezza o uso di stupefacenti): in questi casi, non viene inviata all'Istat l'informazione sulla sanzione applicata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti


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