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pubblicato il 17 novembre 2016

Radiatore dell’auto, come curarlo

Il raffreddamento è fondamentale, qualche dritta per mantenere il radiatore "in forma"

Radiatore dell’auto, come curarlo

Generalizzando e andando per sommi capi, come ben saprete il radiatore dell'auto è un serbatoio che fa raffreddare il liquido proveniente dal motore. Ovviamente, va tenuto presente la crescente complessità dei circuiti di raffreddamento delle vetture moderne: col radiatore, convivono diversi scambiatori di calore, come quello del climatizzatore e quello dell'EGR. Senza contare le innumerevoli componenti elettroniche. Comunque, per semplificare parecchio, il radiatore è fatto da una griglia di tubicini e alette: grazie all'immissione di aria esterna, abbassano la temperatura del liquido che dovrà poi successivamente ritornare nel motore. Così, questo stazionerà a una temperatura costante. Immaginando un propulsore senza radiatore e circuito di raffreddamento, si avrebbero numerosi guai in poco tempo, come la fusione della testata. Anche con la brutta stagione. L'obiettivo del radiatore, questo è noto, è quindi di mantenere la temperatura in un intervallo deciso dal Costruttore. Di solito è posto davanti, in modo da prendere aria da fuori facilmente e scambiarla. Per intendersi, il funzionamento è analogo a quello della serpentina del frigo di casa: butta il calore fuori. La ventola (se c'è) aiuta il radiatore a raffreddare il liquido. Che è la chiave per una manutenzione corretta.

Tris da conoscere

#1. Quale motore. Non solo i liquidi di raffreddamento per il radiatore; anche i motori sono diversi: in ghisa o in alluminio. L'etichetta posta sul prodotto indica per quale motore è adatto. Di solito, il motore in ghisa necessita di un liquido radiatore a base inorganica; mentre il motore in alluminio vuole un liquido a base organica.

#2. Quale liquido. Non sono tutti uguali i liquidi per radiatore dell'auto, da comprare (anche) al supermarket. Anzitutto, esistono quelli già pronti all'uso; e altri che vanno diluiti. In questo secondo caso, l'etichetta vi dice le percentuali per la diluizione. Secondo: ogni liquido ha una scala di efficacia in base alle temperature di esercizio. Terzo: alcuni liquidi sono da usare per tutto il circuito di raffreddamento; altri, per i rabbocchi, ossia per integrare la quantità di liquido già presente. In questo secondo caso, utilizzate un liquido con le stesse caratteristiche: se i due liquidi non sono compatibili, gli additivi non proteggono a dovere, specie contro la corrosione. Quarto: varia il colore, ma non c'è un codice colore. Significa che un liquido verde-grigio di una certa marca non ha per forza caratteristiche identiche a un liquido verde-grigio di un'altra marca.

#3. Antigelo. Ogni liquido di raffreddamento svolge non solo funzioni anti-ebollizione (utile con la bella stagione), ma anche funzioni antigelo: prezioso per la brutta stagione, per le temperature basse che cominciano ad attanagliare l'Italia in questo autunno, e per l'inverno in arrivo.

Massima cautela

Fai-da-te? Se non si è esperti della materia, meglio stare alla larga dal rabbocco del liquido del radiatore e affidarsi a mani esperte, in officina. Il meccanico sa quale liquido utilizzare per quel tipo di motore, se sono necessari i liquidi di raffreddamento formulati con pacchetti di inibitori a base di acidi organici, se e quanto certi liquidi svolgono un'azione efficace anticorrosiva e antischiuma, antiebollizione e (ok per la brutta stagione) antigelo. Senza considerare che i diesel potrebbero aver "sete" di un liquido protettivo specifico: uno "scudo" contro il gelo fino a 35 gradi sotto lo zero. Contro la formazione di ruggine e incrostazioni.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , manutenzione


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