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pubblicato il 16 novembre 2016

Rc auto online, occhio alla truffa

In guardia contro le polizze false, le dritte dell’Istituto di vigilanza

Rc auto online, occhio alla truffa

La fantasia dei truffatori non ha limiti nel settore Rc auto. Un po’ perché, specie al Sud Italia, i prezzi delle polizze raggiungono picchi inauditi, per via di un elevato numero di incidenti e per le frodi; un po’ perché Internet consente di utilizzare al massimo la creatività per imbrogliare, facendo cadere in trappola chi cerca tariffe Rca basse. Ecco allora una mini-guida anti-truffa, sulla scorta delle recenti indicazioni, fornite dall’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) dopo la scoperta di raggiri sul web nelle scorse settimane.

Tre indicazioni preziose

#1. Siti farlocchi. Proprio l’Ivass segnala la commercializzazione di polizze Rca tramite siti Internet farlocchi. Si presentano come agenzie plurimandatarie (rappresentano più compagnie), ma non consentono l’identificazione dell’intermediario. Né l’accertamento della relativa iscrizione nel Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Solo per fare due esempi: assicurazioni-temporanee.it e assicurazioni-temporanee.net. Che magari offrono Rca super low cost e temporanee. State attenti: i siti web degli intermediari che esercitano l’attività tramite Internet devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario. Ma anche l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica. Nonché il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi. Non ultimo: l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo Ivass.

#2. Che rischio. I siti web o i profili Facebook che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa e vi espongono al rischio di stipulazione di polizze contraffatte: se causate un incidente, non siete coperti e pagate i danni di tasca vostra.

#3. Elenco sicuro. Prima della sottoscrizione dei contratti Rca, verificate che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito ivass.it: ci sono gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia. E i casi di contraffazione già accertata: tutti i furbetti già scovati.

Una complicazione ulteriore

Per gli intermediari del SEE (Spazio Economico Europeo) abilitati a operare in Italia, il sito web deve riportare anche l’indicazione dell’eventuale sede secondaria. E la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia. In più dev’essere specificata l’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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