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pubblicato il 11 novembre 2016

USA: le case auto scrivono a Trump, addio politica verde di Obama?

I costruttori chiedono al neo-Presidente di sospendere le decisioni del suo predecessore

USA: le case auto scrivono a Trump, addio politica verde di Obama?

La svolta “verde” delle politica di Barack Obama potrebbe restare un ricordo e trasformarsi in un’utopia. Negli Stati Uniti l’associazione delle case auto operanti nel territorio - la Alliance of Automobile Manufacturers, di cui fanno parte il Gruppo BMW, quello Volkswagen USA, FCA, Ford, GM, Jaguar Land Rover, Mazda, Mercedes-Benz USA, Mitsubishi Motors, Porsche, Toyota e Volvo - ha scritto una lettera al neo eletto Presidente, Donald Trump, per chiedergli di sospendere i provvedimenti approvati dal suo predecessore in fatto di mobilità sostenibile da qui al 2025 (sotto la lettera). Se l’appello venisse ascoltato sarebbe una svolta molto importante per gli Stati Uniti e non solo per loro. Come abbiamo già spiegato nell’articolo su cosa rischia l’industria dell’auto (nel bene e nel male) se Obama voleva rendere l’America indipendente dal petrolio, Trump sostiene le energie fossili ed è diventato celebre lo scivolone che di recente ha commesso durante la campagna elettorale. L’allora candidato alla Casa Bianca negava di aver detto che il surriscaldamento globale era una bufala inventata dai cinesi, peccato che nel 2012 lo aveva scritto in un tweet rimasto nella rete (“Il concetto di riscaldamento globale è stato creato da e per i cinesi, allo scopo di rendere la produzione degli Stati Uniti non competitiva”).

I punti chiave della politica green di Obama

La presidenza di Obama era iniziata così, con una decisa inversione di tendenza rispetto alla precedente amministrazione Bush: “E’ arrivata l'ora di mettere fine alla nostra dipendenza dal petrolio”, aveva detto all’inizio del suo mandato e nel corso degli anni l’ex Presidente USA ha varato diverse misure a favore di una nuova mobilità. In punti chiave possiamo riassumerle così:
1# Meno petrolio: l’obiettivo che aveva dato Obama era quello di tagliare di un terzo le importazioni di petrolio entro i prossimi dieci anni. Per arrivarci, l’ex Presidente voleva aumentare la produzione nazionale e ridurre i consumi delle auto tra il 2017 e il 2025.
2# Il tetto a emissioni e consumi: per il Presidente Obama entro il 2030 il livello di CO2 immesso nell’atmosfera doveva essere ridotto del 30% rispetto al 2005. Usiamo il passato perché non sappiamo se Trump proseguirà su questa strada, un percorso molto coraggioso che aveva incontrato l’opposizione di molti big del settore energetico. Per arrivare all’obiettivo, infatti, Obama aveva nel mirino le centrali energetiche (prime colpevoli dell’emissione di anidride carbonica negli USA, con un 40% di responsabilità) e aveva iniziato una “guerra al carbone” che avrebbe anche portato ad un innalzamento della bolletta degli americani. Dall’altro lato stava incentivando le energie alternative e, a proposito di auto, l’ex Presidente aveva chiesto ai costruttori di arrivare, entro quest’anno, ad auto capaci di percorrere 15 chilometri con un litro (contro la media di 25 km/l all’epoca della sua elezione).
3# Auto elettrica: appena arrivato alla Casa Bianca, Obama aveva acquistato auto elettriche e ibride per l'intera amministrazione. Ad oggi, invece, ha sostenuto la crescita del mercato a zero emissioni con incentivi federali che hanno raggiunto quasi i 3 miliardi di dollari. Di recente inoltre aveva approvato un piano per realizzare un corridoio di ricarica per consentire il mitico viaggio da Costa a Costa in auto elettrica, prevedendo l’installazione di 48 corridoi di ricarica (parliamo di 25.000 miglia stradali attraverso 35 stati). Un progetto, che vede anche la collaborazione di alcune case auto (BMW, Nissan e General Motors), la cui realizzazione adesso vacilla.

Cosa chiedono i costruttori a Trump

Nella lettera inviata a Trump, le case auto chiedono di allungare i tempi per mettersi in regola con il taglio delle emissioni di CO2. Il nuovo Presidente è stato inoltre invitato a creare un nuovo comitato consultivo presidenziale che coordini l'Agenzia per la protezione dell'Ambiente (EPA); la National Highway Traffic Safety Administration, l'agenzia governativa statunitense che fa parte del Dipartimento dei Trasporti e che si occupa di sicurezza stradale; la Federal Trade Commission, un'agenzia indipendente a difesa dei consumatori; la Federal Communications Commission, un'agenzia governativa, ma con autorità amministrativa indipendente, che monitora le comunicazioni; ed altre agenzie simili. La risposta di Trump deve ancora arrivare, ma di certo non si farà attendere a lungo.

[Foto: globalnews.ca]

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile


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