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pubblicato il 7 novembre 2016

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate Volkswagen, indagato anche il presidente

Hans Dieter Pötsch è sotto inchiesta in Germania per manipolazione del mercato

Dieselgate Volkswagen, indagato anche il presidente
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La procura di Braunschweig ha inserito fra gli indagati anche il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, Hans Dieter Pötsch, accusato di manipolazione del mercato in riferimento ai fatti del Dieselgate. Lo ha confermato ieri l'azienda. Gli inquirenti vogliono far luce su eventuali responsabilità del manager quando occupava la posizione di responsabile finanziario del gruppo, mantenuta fino a settembre 2015, prima della sua nomina a presidente del consiglio di vigilanza. Gli inquirenti di Braunschweig, in Germania, stanno indagando con le stesse ipotesi di reato anche il precedente amministratore delegato del gruppo, Martin Winterkorn (dimessosi nel 2015), e l'attuale presidente del marchio Volkswagen, Herbert Diess. L'azienda e Pötsch hanno annunciato piena collaborazione con le autorità.

L'indagine della procura è finalizzata a riscontrare eventuali illeciti nei confronti della legge tedesca, che impone ai manager di avvertire gli azionisti non appena emergono sviluppi sostanziali, tali da portarli ad acquistare o vendere azioni. La misura è valida solo per società quotate in borsa. Il gruppo Volkswagen sarebbe venuto a conoscenza nel maggio 2014 del fatto che i suoi motori potevano non rispettare la legge, secondo quanto scrive il sito della CBS, ma i vertici dell'azienda non avrebbero affrontato l'argomento per oltre un anno: il primo provvedimento dell'azienda risale al 22 settembre, quattro giorni dopo aver ricevuto dall'agenzia federale statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA) un primo avviso formale di violazione. Il Gruppo ha raggiunto ad ottobre un accordo con le autorità statunitensi per un importo di 15 miliardi di dollari.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , Volkswagen , dall'estero


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