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pubblicato il 8 novembre 2016

Dossier Auto e Salute

Guidare col dolore alla spalla, ecco cosa fare

La nostra micro-guida per riconoscere, prevenire e alleviare il dolore quando si sta alla guida

Guidare col dolore alla spalla, ecco cosa fare

State guidando in città, arrivate all'incrocio e avete il segnale di Stop: "allungate il collo" per capire se stanno arrivando auto da destra o sinistra ed ecco che si presenta… "lui". Cosa? Il dolore a una spalla. Rimasto abbastanza silente durante il viaggio, si fa sentire davvero al momento giusto. Facendovi capire che è ora di agire: obiettivo, evitare che il guaio peggiori o che si trasmetta all'altra spalla, più sollecitata. Vediamo qualche dritta indirizzata soprattutto a voi guidatori.

Poker da ricordare

#1 Il nemico. Anzitutto, individuate il nemico, con l'aiuto di un medico e, se serve, di un ortopedico. Può essere una semplice infiammazione per un movimento eccessivo (contrattura o tendinite), che passa con una pomata locale: in modesta quantità, potete usarla e poi guidare senza particolari problemi. Se invece vi viene prescritto un antidolorifico per via orale (da assumere in genere a stomaco pieno), urge maggiore cautela: potrebbe anche indurre stanchezza. Le cose cambiano in presenza di periartrite scapolo-omerale, diagnosticata con esami specifici: è una malattia che coinvolge l'articolazione della spalla. Si presenta inizialmente con dolori leggeri alla spalla, spesso di notte (durante la guida in tarda ora), poi con difficoltà a compiere alcuni movimenti delle braccia. Occhio: nel tempo, se non curata, può portare quasi al blocco dell'articolazione, come fosse congelata.

#2 Soluzioni. Il medico o lo specialista vi consiglieranno il riposo dalle attività sportive e l'applicazione del ghiaccio sulla parte dolente della spalla. Ok anche a esercizi mirati per la spalla e a sedute riabilitative mirate contro il dolore esterno della spalla, oppure sulla parte posteriore, anteriore o superiore dell'articolazione.

#3 Cuffia dolente. Discorso a parte per la sindrome della "cuffia" dei rotatori: il complesso muscolo-tendineo della spalla che stabilizza l'articolazione scapolo-omerale e consente anche i movimenti di rotazione. In quella zona, i tendini creano una cuffia di protezione attorno alla testa dell'omero. Si ha ​i​rritazione e gonfiore dei tendini della spalla, soprattutto per attività lavorative che presuppongono il sollevamento continuo delle braccia. O per sport dove si utilizzano frequentemente gli arti superiori (nuoto, pallavolo, tennis). Un problema banale ma, se trascurato, invalidante. Come individuarlo da soli? Alzate il braccio al di sopra della spalla: se compare dolore, è la cuffia.​ Nei casi meno gravi, basta una terapia a base di antidolorifici, riposo, impacchi col ghiaccio, fisioterapia, sospensione degli allenamenti sportivi. Talvolta, si passa a infiltrazioni di cortisonici​.

​#4 Pesi "bestiali". Magari sollevate correttamente i pesi per caricarli nel baule dell'auto (schiena dritta, gambe flesse che tendono a diventare rigide durante lo spostamento del sacchetto o della valigia verso l'alto), ma il dolore alla spalla si fa sentire lo stesso. Evitate fin quanto potete di ripetere l'operazione. Se, dopo il viaggio in auto, ci sono zaini da portare in spalla (dalla vettura all'hotel), equilibrate il peso su entrambe le spalle: non va bene che lavori né la sola spalla dolente né quella sana (a furia di sollecitarla troppo, si rischia di infiammare anche questa). E questo soprattutto​ perché la colonna cervico-dorsale deve fare da pilone ai pesi: se si piega, crolla la distribuzione dei pesi.

Pause preziose. Per tutti

In caso di dolore alla spalla durante un viaggio in auto, fate una pausa di 5 minuti ogni 2 ore: break di 10 minuti ogni ora se il male alla spalla è particolarmente forte. E fate una mini-passeggiata per sgranchire un po' tutte le articolazioni, spalle incluse. Pure sul lavoro, al computer, cercate di non stressare troppo la spalla, con una piccola pausa di tanto in tanto. A letto, non usate una rete o un materasso che si deformino eccessivamente sotto il peso del corpo: un sostegno sufficientemente rigido consente al corpo di rilassarsi e recuperare energie. Raccomandazioni valide anche se siete giovani e in forma, fate sport e vi sentite nel pieno delle forze.

In collaborazione con Aldo Ferrara, professore di malattie respiratorie dell'Università di Siena, Executive Manager dell'A​ssociazione European Automotive Medicine (ERGAM), e autore di "Fisiologia clinica alla guida", Piccin Ed. 2015.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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