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Retrospettive

pubblicato il 6 novembre 2016

Mercedes SL, la storia della prima spider moderna

La generazione del 1989 introduce tecnologie oggi comuni, ma all'epoca rivoluzionarie

Mercedes SL, la storia della prima spider moderna
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Sono passati 27 anni - quasi 28 per la precisione, perché il debutto della SL R129 avviene al Salone di Ginevra del 1989 - e affermare che non si sentono sarebbe una bugia: qualche ruga inevitabilmente si vede. Detto questo, se si pensa a cosa circolava per strada in quegli anni, la Mercedes SL è molto avanti. Del resto non può che essere così, visto che il modello che deve sostituire (R107) nasce addirittura nel 1970 e quello che la rimpiazza non arriva sul mercato prima del 2001: insomma, la Mercedes SL è un’auto generalmente longeva e quindi designer e ingegneri “sono costretti” a osare, a spingersi avanti. Anche perché per Mercedes, questa spider due posti è una sorta di bandiera, di auto simbolo. La prima di tutte, la mitica 300 SL W198 del 1954, è la leggendaria Gullwing che ha scritto pagine importanti non solo della storia della Stella, ma dell’auto in generale.

Dettagli che fanno la differenza

Come anticipato, la SL nome in codice R129 si svela al mondo al Salone di Ginevra del 1989: i suoi segni distintivi sono il design particolarmente innovativo e il grande carico di tecnologia: tra gli altri ci sono i roll bar ad azionamento automatico (fuoriescono con innesco pirotecnico quando la centralina rileva che l’auto sta per ribaltarsi), la capote elettroidraulica e il controllo di trazione, che oggi montano anche le citycar, ma che allora era una vera rarità. La cura si estende agli aspetti apparentemente di contorno, ma che contribuiscono a innalzare il livello della qualità percepita: un esempio sono i sedili anteriori, che hanno le cinture di sicurezza integrate, mentre l'intelaiatura del sedile stesso è progettata per assorbire l'energia di un eventuale impatto laterale. Per capirci, il sedile è coperto da circa 20 brevetti.. Sviluppare il tutto per un solo modello rappresenta un costo produttivo non indifferente, ma a Stoccarda non badano a spese (anche perché comunque il prezzo finale riflette tanta sofisticazione…). Tecnicamente, il pianale è quello della Classe E (la generazione W124), accorciato, i freni sono a disco autoventilanti, mentre le varianti più potenti vantano il differenziale autobloccante.

Variazioni sul tema AMG

A proposito delle più potenti, al top la cilindrata tocca la quota, impressionante, di 7,3 litri: si tratta ovviamente della AMG, forte di 532 CV. Lo stesso motore, rivisto e parecchio potenziato, verrà scelto da Pagani per equipaggiare la sua Zonda, la prima. Si tratta della cattivissima - e altrettanto rara: ne faranno solo 85 esemplari - 73 AMG del 1995. Sotto il cofano scalpitano 12 cilindri a V. Nel corso degli anni si alternano inoltre la 60 AMG (6.0 V8 da 376 CV, per uno 0-100 km/h in 5,6 secondi), la 70 AMG (7.0 V12 da 496 CV e 720 Nm di coppia) prodotta fra il 1996 e il 1997. La “saga” AMG si chiude con la più piccola, se così si può definire, 55 AMG: 5.4 V8 da 354 CV.

Il pieno di tecnologia

I progettisti iniziano a metter mano alla SL R129 nel 1984. Quando arrivano sul mercato, 5 anni dopo, possono affermare con orgoglio di aver lavorato a una vera e propria pietra miliare: nel corso del tempo la SL offre (optional) gli ammortizzatori a controllo elettronico, gli alzavetri e le regolazione degli specchietti elettrici, la capote a movimento 100% elettroidraulico, stereo Bose e alloggiamento per il telefono cellulare (dal 1994), fari allo xeno e airbag laterali (1995), disattivazione automatica dell’airbag anteriore destro e telecomando per aprire il cancello automatico di casa (1996).

Quanti motori!

Prima delle AMG, nel 1992 la SL 600 “normale” fa segnare comunque un record molto significativo: è la prima scoperta Mercedes con motore V12. Dotata di 390 CV, è tutto tranne che sportiva, a causa soprattutto del peso: 2.020 kg. Davvero “tanta roba”, anche perché l’assetto non viene messo a punto con il piacere di guida e l’handling come obiettivi primari. Il risultato è che la SL 600 (così come tutte le altre, anche se su una “scala di valori” più bassa) vanno molto forte, ma soprattutto in rettilineo. In ordine decrescente di cilindrata e potenza, sotto la 600 si trovano la SL 500 (322 CV fino al 1998, poi 306), la 320 (228 CV fino al 1998 e poi 224, la 300 (190 CV, fino al 1993) e la 280 (194 CV dal 1993 e 204 dal 1998).

 

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Tag: Retrospettive , Mercedes-Benz , auto europee , auto storiche


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