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pubblicato il 31 ottobre 2016

Crollo del cavalcavia a Lecco, la colpa è di… nessuno

E' scambio di accuse tra Anas e Provincia, mentre indaga la Procura

Crollo del cavalcavia a Lecco, la colpa è di… nessuno

Il primo dramma avviene alle 17.20 di venerdì 28 ottobre 2016, in Lombardia (e non in uno sperduto paesino senza infrastrutture del Quarto Mondo), in quel di Annone Brianza. Siamo sulla strada statale 36 "del lago di Como e dello Spluga" al km 41,900, sul quale è ceduto il cavalcavia numero 17 della provinciale SP49. Un tir passa sul ponte, che crolla, e schiaccia un'auto. Il bilancio parla di un morto (Claudio Bertini, l'automobilista, 68 anni) e diversi feriti. Ferito l'autista del tir: il romeno Vasile Mihai Cioirei, residente a Fano, ricoverato in ospedale a Lecco con lesioni alle vertebre e un trauma cranico. Altre tre persone, tra le quali una bambina, sono ferite. Roberto Colombo, 37 anni, si salva per miracolo grazie a una forte sterzata istintiva a destra verso il guardrail. Ma il "bollettino" avrebbe potuto essere enormemente più grave, per esempio se in quel momento fosse transitato un pullman con bambini a bordo. Il secondo dramma è lo scaricarabile: un rimpallo di responsabilità, uno scambio di accuse, per cui, alla fine, la colpa è di.... nessuno.

La parola ai protagonisti

L'Anas afferma di aver dato ordine di bloccare il cavalcavia anche con ripetuti solleciti a una immediata chiusura. Dalle prime ricostruzioni dei fatti, "il cantoniere Anas addetto alla sorveglianza del tratto della strada statale 36 al km 41,900, già attorno alle ore 14.00, avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della Polizia stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia". Qui entra in gioco la burocrazia elefantiaca: "Gli addetti della Provincia hanno richiesto un'ordinanza formale da parte di Anas che implicava l'ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato". La Provincia di Lecco smentisce il gestore: la ricostruzione dell'Anas "non collima con le informazioni sull'accaduto in possesso" dell'ente locale lombardo.

Inchiesta veloce

La Procura di Lecco compirà accertamenti anche per ricostruire la storia del ponte dove, già in passato, avvennero incidenti con autocarri protagonisti. Nel video (con immagini ovviamente non chiarissime) si vedono anche dettagli inquietanti: birilli in strada, crepe. Pare di essere in una località sperduta, dimenticata da tutti. Sarà necessario acquisire anche la corrispondenza tra Anas e Provincia di Lecco delle ore precedenti al crollo. Sono state formalizzate dalla Procura di Lecco le ipotesi di reato: fascicolo per omicidio e disastro colposo. La magistratura ha disposto il sequestro dell'autoarticolato e dell'intera struttura caduta. Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha istituito con proprio decreto la commissione d'inchiesta del sul cedimento del cavalcavia. La commissione ispettiva è costituita da figure di comprovata esperienza, capacità e professionalità che dovranno fornire uno scrupoloso accertamento dell'accaduto e una dettagliata ricostruzione dei fatti entro 30 giorni.

Il peso del Tir

Ecco ancora l'Anas all'attacco: "Il mezzo pesante aveva una portata di circa 108 tonnellate, superiore a quella ordinaria, e non era stato autorizzato da Anas, che peraltro non ha in gestione la viabilità sulla strada provinciale SP49 dove era posto il cavalcavia". Dura la replica della Nicoli trasporti spedizioni di Albino, la società proprietaria del camion e per la quale presta servizio l'autista precipitato: "Il nostro mezzo viaggiava nel pieno rispetto dell'autorizzazione rilasciata e delle norme che disciplinano il trasporto eccezionale".

Lombardia, 25 cavalcavia che fanno paura

Così, adesso è legittima la paura fra gli automobilisti. Antonio Chiappani, procuratore capo di Lecco, è stato sentito dal Corriere della Sera: "È fondamentale capire che cosa è successo per garantire la sicurezza dei cittadini. Guardiamo a tutta la statale 36, dobbiamo dare lo spunto con le nostre indagini perché si possano capire le problematiche che potrebbero avere altri cavalcavia sottoposti alle stesse intemperie, costruiti con gli stessi materiali, dalla stessa impresa". I cavalcavia sulla Milano-Lecco sono 25, al netto di quello crollato. Ci sono altri casi di pericolo? "Non sappiamo a quando risalgano, quali interventi hanno subìto. Anche questo ponte aveva subìto lavori, mi dicono due interventi. Dovremo capire quali opere sono state fatte e da chi".

[Foto: adnkronos]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture , sicurezza stradale


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