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Prototipi e Concept

pubblicato il 31 ottobre 2016

Jiotto Caspita, la Formula 1 per la strada

Presentata nel 1989 a Tokyo, aveva un dodici cilindri da 3.5 litri abbinato ad un manuale a sei rapporti e alla trazione posteriore

Jiotto Caspita, la Formula 1 per la strada
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1988. A Yoshikata Tsukamoto, presidente della Wacoal Corp (un'azienda che confenzionava abbigliamento femminile) e a Minoru Hayashi, a capo di Dome, casa produttrice di auto da corsa, viene in mente di progettare e realizzare una nuova supercar. L'idea è semplice: deve avere il motore centrale, la trazione posteriore e dev'essere leggera ed estremamente aerodinamica.

Una monoposto per tutti i giorni

Per il peso il risultato è stato raggiunto, non c'è che dire: appena 1.240 kg , grazie all'uso combinato di plastiche ultraleggere, alluminio e fibra di carbonio. Lo stile sinuoso e futuristico, studiato da Jiotto Design, prevedeva due grandi portiere ad ali di gabbiano e uno spoiler posteriore retrattile elettricamente. Il motore invece derivava da quello di un bolide di Formula 1, ed è per quello che all'epoca la Jiotto Caspita “passò” per una macchina da competizione omologata per uso stradale. Era un dodici cilindri di origine Subaru sviluppato insieme alla Motori Moderni, con una cilindrata di 3.5 litri e depotenziato a 466 CV. Per quanto riguarda il cambio, fu scelta un'unità a sei rapporti, rigorosamente manuale.

L'auto giusta al momento sbagliato

L'auto, presentata al Salone di Tokyo nel 1989, attirò molte attenzioni e, con un prezzo stimato di circa 700.000 dollari, si apprestava ad entrare in produzione l'anno seguente in piccola serie, limitata a 30 esemplari. I problemi organizzativi che hanno però coinvolto Subaru e i suoi fornitori nella stagione di Formula 1 del 1990 hanno fatto sì che, di fatto, la Jiotto Caspita rimase senza un motore. I progettisti, che nel frattempo misero mano anche all'estetica della supercar, riuscirono a trovare un propulsore alternativo, un V10 da 593 CV, solo nel 1993, proprio quando la crisi petrolifera colpì duramente il settore dell'automobile, affossando anche l'ultima speranza di vedere la Jiotto Caspita su strada.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , auto giapponesi


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