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Attualità

pubblicato il 12 dicembre 2007

Trasportatori in sciopero

Italica insalata di torti, ragioni ed incapacità

Trasportatori in sciopero

Trattativa interrotta fra il Ministro dei trasporti Bianchi e le organizzazioni di categoria: scaffali vuoti, niente giornali e lunghe code ai distributori; questi i primi effetti dello sciopero dei trasportatori che si ripercuote, in prima battuta su chi meno colpe ha, ossia il cittadino.
"Un'italica insalata" abbiamo sottotitolato. In effetti la situazione è talmente ingarbugliata e torti e ragioni talmente distribuiti che riesce difficile attribuire nettamente colpe e ragioni; la miopia della nostra classe politica, l'incapacità di programmare efficacemente qualcosa che non sia la perpetuazione della permanenza al potere, ha prodotto:

->Un'insufficiente e pericolosa rete stradale ed autostradale = lunghi tempi di percorrenza, maggiori consumi ed inquinamento, maggiori costi di distribuzione e sociali; l'aver ceduto la gestione autostradale a gruppi privati non ha migliorato la situazione ed ha prodotto, a parità di inefficienza, un aumento dei pedaggi, tanto da produrre più di uno specifico intervento da parte del Ministro Di Pietro.

->Una mancanza di valide alternative al trasporto su gomma = leggasi trasporto su Ferro e autostrade del mare = consegna pressoché totale del sistema distributivo agli autotrasportatori e quindi ricattabilità del paese; basti pensare che l'80% delle derrate alimentari viaggia ancora su gomma.

->Insufficiente destinazione di fondi specifici: i 591 milioni destinati all'intermodalità per - si dice forse un po' troppo enfaticamente - liberare le strade dal trasporto merci, paiono - nonostante le buone intenzioni - del tutto insufficienti per poter veramente incidere sulla situazione; l'incentivo di 77 milioni l'anno per tre anni destinato a quei trasportatori che sceglieranno le autostrade del mare ci pare invece una ottima cosa; ci lasciano infine perplessi i 32 milioni destinati per il biennio 2008/2010 alla ricerca ed alla formazione in materia di trasporti; il principio è buono ma di soldi pubblici spesi nel campo della ricerca e della formazione, con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi, ne sono stati spesi veramente tanti; la tradizione continua? I 100 milioni stanziati da questa finanziaria per manutenzione straordinaria del tratto autostradale Gioia Tauro - Reggio Calabria non dovrebbero essere neppure menzionati a fini propagandistici, dopo le code estive da 14 ore e più; stessa osservazione ci sentiamo di fare a proposito dei 100 milioni destinati al miglioramento della viabilità, sicurezza e servizi dell'area intorno allo Stretto di Messina; chi ha avuto la ventura di saggiare quelle zone, magari in particolari situazioni di traffico, sa perfettamente che riparare ad una situazione incancrenita da 40 e passa anni di stasi non è un merito particolare ma più semplicemente mettere una toppa parziale.

->Una fiscalità vorace che droga l'andamento dei prezzi dei carburanti, lucra abbondantemente sulle fluttuazioni del prezzo del barile, e contribuisce al rialzo del prezzo alla pompa = aumento del prezzo dei trasporti con immediato riflesso sui prezzi al dettaglio e incidenza sull'inflazione.

->Mancanza di controlli, eludibilità della legge e concorrenza sleale: la rarefazione dei controlli e la reale possibilità di "farla franca" avvantaggia i furbi in generale e, più in particolare, i nuovi players del settore, quegli autotrasportatori, in primis dell'Est Europa, che si avvantaggiano della mancanza, o della diversità, di norme nel loro paese, godono del vantaggio competitivo dato dalle paghe di livello assai inferiori a quelle dei paesi dell'Eurolandia pre-allargamento, dal minor costo del carburante, da ritmi di lavoro pesantissimi e dal mancato rispetto di turnazioni e fermi.

->Una cronica mancanza di autorevolezza ed una fondamentale incapacità di mediazione dei nostri Governi: l'esasperazione dei protestatari, unita alla quasi certezza dell'impunità e condita con la collaudata scarsa credibilità dei nostri governanti spingono le categorie ad inscenare proteste che da pienamente legittime nel merito divengono, nelle modalità di esecuzione, ricattatorie, vessatorie e perseguibili.

HANNO RAGIONE i trasportatori quando lamentano costi di esercizio elevatissimi, la concorrenza sleale dei camionisti stranieri, la polverizzazione del settore e l'abusivismo; le organizzazioni sindacali di dipendenti e padroncini (Fita Cna, Confartigianato Trasporti, Sna Casa Artigiani, Fiap, Fai Conftrasporto e Unitai) si sono trovate d'accordo nella protesta e nel formulare una comune piattaforma rivendicativa che, in pratica, sottolinea la necessità di disciplinare in modo più stringente il settore (revisione dei contratti, trasparenza dell'intera filiera affinchè ogni attore dal committente al trasportatore al destinatario sia "tracciabile" e rintracciabile, fissazione dei costi minimi del servizio, controlli) e chiede stanziamenti destinati ad abbattere i costi d'esercizio.
HANNO TORTO nelle modalità di attuazione della protesta, modalità che sembrano configurare vari reati che vanno dal blocco della circolazione alla sospensione di pubblico servizio all'intimidazione di colleghi che, per ragioni loro, hanno deciso di non aderire; c'è anche da dire, a loro parziale discolpa, che l'Italia a furia di concertare, di garantire, di rimandare, è diventata quella che è: un coacervo di permissivismo, inefficienze e balzelli che porta inevitabilmente all'esasperazione.

HA RAGIONE il governo quando, per bocca di Romano Prodi condanna questo tipo di protesta le cui conseguenze ricadono unicamente sui cittadini.
HA TORTO per tutte le ragioni testé citate, efficacemente sintetizzate da Massimo Giannini su Repubblica di ieri con un lapidario "l'inconsistenza delle classi politiche alimenta ed esalta l'arroganza delle categorie sociali" ed ancora "In questa "mucillagine", per usare una felice espressione del Censis, ogni rivendicazione, anche la più selvaggia, anche la più violenta, diventa possibile."

Forse il nostro Governo dovrebbe guardare a quello che fanno, in frangenti del tutto analoghi, i nostri cugini francesi ed inglesi.

Autore: Giovanni Notaro

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