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pubblicato il 27 ottobre 2016

Grandi Opere, corruzione a valanga

Appalti per autostrade e strade: decine di arresti

Grandi Opere, corruzione a valanga

Gli arresti per appalti truccati che riguardano autostrade e strade sono stati così tanti, nelle scorse ore, che diventa impossibile quantificarli con esattezza. La qual cosa fa cadere ancora di più le braccia. Le inchieste più importanti sono due, e riguardano Grandi Opere e Terzo valico ferroviario. A rendere ancora più complicata la faccenda, quattro le persone arrestate che legano le due operazioni rispettivamente dei Carabinieri di Roma e quella della Guardia di Finanza di Genova. Come se non bastasse, l'indagine dei Carabinieri nasce da uno stralcio dell'inchiesta su Mafia Capitale e riguarda quei quattro soggetti che avrebbero avuto a che fare con i lavori del Tav ligure e che sono anche destinatari del provvedimento della Procura di Genova nell'inchiesta sul Terzo valico.

Il vecchio "giochino"

Gli investigatori hanno messo nel mirino alcuni dirigenti cui spettava seguire lo svolgimento delle gare indette dal general contractor, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre: i manager hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte anomale divenissero regolari. Oppure hanno utilizzato concorrenti di comodo che in realtà non erano minimamente interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato. L'attività investigativa, denominata Amalgama, coinvolge un po' tutto lo Stivale: Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania.

A3 Salerno-Reggio Calabria: cosa sta emergendo

Si ipotizza un'associazione per delinquere che ha compiuto condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto anche nei lavori del sesto macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria, gestita dall'Anas. Riguardava il tratto compreso tra lo svincolo di Scilla e lo svincolo di Campo Calabro, in cui erano presenti 32 tra ponti e viadotti (per una lunghezza complessiva di tre chilometri), otto gallerie naturali e una galleria artificiale (Scilla) di 155 metri. Inoltre, i lavori comprendevano l'ammodernamento di quattro svincoli (Scilla, Santa Trada, Villa San Giovanni e Campo Calabro).

Ma non finirà mai?

La solita storia di corruzione, con i soliti appalti truccati, fra l'altro con nomi pesanti e già noti agli italiani. Tra gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulle Grandi Opere, c'è pure Giandomenico Monorchio, imprenditore e figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato Andrea. Invece Giuseppe Lunardi, figlio dell'ex ministro dei Trasporti (Pietro), risulta indagato a piede libero. E poi, le solite tangenti, le solite bustarelle con il denaro in contanti: la consegna di una tangente è stata documentata dagli investigatori della Guardia di Finanza all'interno di alcuni uffici del Consorzio Cociv, un colosso di cui fanno parte Salini Impregilo, Condotte e Civ (sta realizzando i sei lotti della linea ad Alta Velocità Genova-Milano). Lo scambio della bustarella avviene tra un dirigente generale del Consorzio e un imprenditore: le immagini delle telecamere nascoste dalle Fiamme Gialle riprendono un soggetto che oscura l'ufficio abbassando le tapparella; successivamente, si vede una seconda persona che consegna la bustarella. Poi questi, stando agli investigatori, conta il denaro contenuto all'interno della busta.

Fra escort e cemento-colla

A rendere il quadro ancora più sconsolante, le immancabili prostitute di lusso. Gli omaggi ai funzionari del Cociv erano di due tipi: soldi e sesso, con escort costose. È quanto emerge dalle intercettazioni dell'inchiesta genovese sulle Grandi Opere. L'imprenditore Marciano Ricci, amministratore di Europea 92, chiama Giulio Frulloni, funzionario del Cociv: "Io conosco due mie amiche brasiliane, le faccio andare direttamente in albergo... Ti piacciono le brasiliane?". "No, mi fanno schifo", risponde Frulloni. Che dice di preferire donne di carnagione chiara. Le notti hard, secondo gli inquirenti, servivano per facilitare l'assegnazione a Europea 92 dei lavori di realizzazione della galleria Vecchie Fornaci. Stendiamo un velo pietoso su altre chiacchierate telefoniche che mischiano escort ad appalti per le strade. Invece, in un'altra drammatica intercettazione, uno degli indagati dice: "Il cemento sembra colla". Come dire: chi ha preso l'appalto, per guadagnarci il più possibile, ha utilizzato materiali scadenti.

La reazione di Cantone

"Abbiamo già chiesto copia delle ordinanze cautelari e valuteremo se ci sono le condizioni per chiedere il commissariamento di alcuni appalti: se necessario, siamo pronti a farlo". Lo ha detto il presidente dell'Anac (Anticorruzione) Raffaele Cantone, interpellato sulle inchieste su appalti e subappalti di alcune Grandi Opere.

Expo Milano, altri guai

Se un po' tutta l'Italia (Lombardia inclusa) piange per gli ennesimi appalti truccati, Milano non ride. L'ombra delle cosche calabresi della 'ndrangheta sull'Expo 2015 emerge nell'operazione Rent della Guardia di Finanza calabrese che ha sequestrato beni per oltre 15 milioni di euro alle famiglie mafiose Aquino-Coluccio di Marina di Gioiosa Jonica e Piromalli-Bellocco di Rosarno. La Dda reggina contesta agli indagati i reati di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, induzione alla prostituzione, detenzione illecita di armi da fuoco con l'aggravante del metodo mafioso. Nel decreto di sequestro, compaiono anche "anonime società del nord Italia" che si sono occupate della realizzazione dei padiglioni della Cina e dell'Ecuador all'Expo, del subappalto per la società Ferrovie del Nord, dell'ipermercato di Arese e del consorzio di Bereguardo (Pavia). Ma anche delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture di base a Expo 2015: tutte quelle strade che avrebbero dovuto costituire l'eredità della fiera meneghina...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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