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Prototipi e Concept

pubblicato il 24 ottobre 2016

Dossier Concept Dimenticate

Audi Asso di Picche, Giugiaro gioca la sua carta

Costruita nel 1973 dalla Italdesign, faceva parte di un "poker" di sportive che non ha mai visto la luce (o quasi)

Audi Asso di Picche, Giugiaro gioca la sua carta
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1973. Al Salone di Francoforte fa il suo debutto la Asso di Picche, una coupé sportiva 2+2 voluta dalla tedesca Karmann e basata sul pianale dell'Audi 80. Chi ha la memoria più lunga, la matita di Giugiaro nelle linee della Asso di Picche la riconosce subito. Sì, perché nel design della coupé ci sono alcune influenze dell'Alfa Romeo Caimano del 1971 e della Maserati Boomerang del 1972, e già le sue forme prefigurano quella che sarà la Lancia Delta del 1979. L'auto è solo la prima di un "poker" di sportive che, però, non si è rivelato una mano vincente.

Uno stile che ha fatto scuola

Telaio e meccanica sono quelli di un'Audi 80, ma la Italdesign ha accorciato lo sbalzo posteriore e aumentato quello anteriore per conferire alla coupé un look più slanciato. Gli unici elementi mantenuti rispetto alla Audi 80 di serie sono i doppi fari anteriori circolari e i fanali posteriori a sviluppo orizzontale. All'interno, impossibile non notare la forma cilindrica (anzi, forse sarebbe meglio dire "bi-cilindrica") della console centrale. Tutto l'abitacolo è ricoperto di pelle, e sempre di pellame sono fatte le curiose tasche disposte sulla parte interna degli sportelli. D'impatto il volante, la cui fascia centrale è l'unico elemento stilistico che ricorda il design esterno. Le linee e le forme in generale comunque non sono tanto azzardate, soprattutto rispetto ad altri concept di quel periodo, perché in realtà la Asso di Picche è stata pensata per arrivare su strada. Cosa che però non è mai avvenuta.

Ad un passo dalla produzione

Giugiaro e Karman hanno pensato di non modificare la base della Audi 80 per semplificare il processo che avrebbe portato alla produzione in serie (probabilmente limitata). Per questo motivo, sotto il cofano della Asso di Picche avrebbero potuto alloggiare il 1.3 o il 1.5 quattro cilindri a benzina che, all'epoca, erano disponibili sulla 80. La trazione era anteriore e il cambio un manuale a quattro marce. In realtà non sono mai state svelate le specifiche tecniche, perché non c'è stata occasione: Audi ha deciso di bloccare lo sviluppo del progetto per dedicarsi a modelli che avrebbero generato volumi di vendita più elevati. La Asso di Picche era la prima auto di un quartetto di sportive che Giugiaro aveva in mente: le altre erano la Asso di Quadri (basata su una BMW 320), la Asso di Fiori (costruita su una Isuzu Gemini) e la Asso di Cuori, il cui progetto non è invece mai partito. L'unica le cui ruote hanno toccato l'asfalto è stata la Asso di Fiori, che nel 1981 è diventata la Isuzu Piazza.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Audi , auto europee , car design


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