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pubblicato il 11 dicembre 2007

Renault Espace 2.0 dCi 175 CV Proactive

Salotto buono e automatico

Renault Espace 2.0 dCi 175 CV Proactive
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Il segmento delle multispazio di grandi dimensioni non sta vivendo il suo momento migliore. I dati sulle immatricolazioni lo relegano a fanalino di coda rispetto alle vendite delle sorelle più compatte, ma anche e soprattutto dei SUV, più modaioli ed esteticamente accattivanti. Eppure mettersi in viaggio con questo tipo di vetture rappresenta sempre un'esperienza ineguagliabile in fatto di comfort. A maggior ragione se l'auto in oggetto è un'Espace della Renault.

L'attuale quarta generazione dell'antesignana di tutte le monovolume è stata presentata nel 2002 e oggetto di un restyling nel marzo 2006 il quale ha portato una serie di migliorie tecniche fra cui l'adozione della motorizzazione oggetto della nostra prova: il 2.0 dCi da 175 cavalli con cambio automatico Proactive a 6 rapporti e filtro antiparticolato di serie. Un accoppiamento, quest'ultimo, equilibrato nonchè ideale per le vocazioni stradali dell'Espace.

In quanto a design l'Espace non ha certo bisogno di presentazioni. Ricordiamo che l'impostazione stilistica fa il verso all'Avantime, autentica meteora che aveva anticipato, magari in maniera un po' troppo esasperata, la ricerca di linee sportiveggianti e marcate, anche se stiamo parlando di una monovolume da famiglia. L'Espace è sicuramente più convenzionale, ma la personalità per farsi riconoscere non le manca, a cominciare dalle ampie superfici vetrate, passando per le linee più squadrate e delineate rispetto alle versioni precedenti, con un notevole aumento della larghezza specie a livello della parte superiore del padiglione.

POSTO GUIDA E ABITACOLO
Dal posto di guida rialzato ci si affaccia sulla strada nel vero senso della parola e questa sensazione è amplificata dalla conformazione della plancia, profonda, piatta e priva di qualsivoglia tasto o comando e con la strumentazione centrale che, più che distante, sembra "distaccata", quasi fluttuante, tanto non è invadente nel contesto generale. Su tutto vige una grandissima sensazione di libertà di movimento in senso orizzontale, confermata dalle misure reali e dalle impressioni di tutti gli altri passeggeri.
La presenza del tetto apribile trasparente, esteso per tutta la lunghezza del padiglione, dà ulteriore impulso alla luminosità generale dell'abitacolo, specie nella parte posteriore, dove gli occupanti possono godere appieno dei vantaggi di questa soluzione. Ed in questo contesto appare superfluo parlare della grande disponibilità di spazio generale, anche del bagagliaio, previa rimozione della terza fila di sedili.

COME VA SU STRADA
I 175 cavalli erogati dal 2.0 dCi sono una potenza elevata in rapporto alla cilindrata, che permette di non spremere troppo il propulsore, specie nelle condizioni d'uso più gravose e regala al mezzo una buona agilità per via della spinta che è sempre in grado di assicurare.
Ad amplificare questa sensazione concorre in modo determinante l'accoppiata cambio automatico-motore turbodiesel, che si supportano a vicenda esaltando il meglio delle rispettive qualità.
Innesti rapidi e quasi inavvertibili fanno scivolare dolcemente la vettura sulla strada assecondandone la natura "soft" e liberando il guidatore dall'impegno mentale e fisico richiesto dal cambio manuale.
Pur essendo prevista, la modalità di utilizzo sequenziale non trova in realtà motivo di esistere, sia per la natura stessa del mezzo che per l'ineccepibile risposta offerta in automatismo totale.
La velocità massima dichiarata è pari a 198 km/h per un'accelerazione da 0 a 100 km/h. in 11,1 secondi, prestazioni leggermente inferiori alla versione dotata di cambio meccanico, accreditata rispettivamente di 204 km/h. e di un tempo di 9,8 secondi.
Il comfort acustico è sopra la media, mentre la risposta delle sospensioni, pur tarate sul morbido, potrebbe essere migliore sulle caditoie cittadine e sulle sconnessioni più accentuate, che non riescono ad essere filtrate in maniera adeguata, nonostante l'ausilio dato dalla gommatura 225/55/17, meno esasperata rispetto a quella 245/45/18 disponibile come optional.
Lo sterzo, molto leggero in manovra come un po' a tutte le andature, offre un comportamento valido in condizioni di utilizzo prive di sollecitazioni importanti. Quando si forza il passo, perde proporzionalmente di prontezza e precisione, enfatizzando la vocazione al sottosterzo tipica dell'Espace e costringendo il guidatore ad un lavoro di braccia più accentuato e laborioso per mantenere le traiettorie ideali.
Il consumo rilevato evidenzia la mole della vettura: a velocità costante e nel traffico cittadino, complice la presenza del cambio automatico, è difficile percorrere più di 8 km/l. In autostrada a velocità codice si rimane dentro i 10 km/l, mentre su statali ed extraurbane la situazione migliora notevolmente, con medie di circa 12-13 km/l.
Notevole in ogni caso l'autonomia garantita dagli 83 litri del serbatoio.

QUANTO COSTA
Il giudizio finale è positivo e riteniamo che l'Espace, nonostante i cinque anni sulle spalle, sia ancora in grado di reggere il confronto con la concorrenza più recente.
L'altra faccia della medaglia è purtroppo rappresentata da un prezzo al di sopra della media del segmento, specie per le versioni più potenti ed accessoriate come la nostra "Initiale" da 175 cavalli, che con la sola aggiunta del cambio automatico sfiora la bella cifra di 45.000 euro.

Scheda Versione

Renault Espace
Nome
Espace
Anno
2002 (restyling del 2006) - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
Multispazio
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Giovanni Ceccarelli

Tag: Test , Renault


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