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pubblicato il 13 ottobre 2016

Rca, tra le polemiche arriva una nuova riforma

Novità per gli automobilisti e per le compagnie assicurative, ancora polemiche e disuguaglianze tra nord e sud

Rca, tra le polemiche arriva una nuova riforma

La telenovela della riforma Rca si arricchisce di una puntata. Il disegno di legge C. 3012 recante " Legge annuale per la concorrenza ed il mercato", di iniziativa governativa, è stato presentato alla Camera dei deputati il 3 aprile 2015: parliamo del disegno legge concorrenza. Il 28 ottobre 2015 l'analisi è passata al Senato, dove l'atto S 2085 è stato assegnato alla decima Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) per l'esame in sede referente. Che si è concluso. Ed eccoci a oggi: il 4 ottobre 2016 è iniziato l'esame al Senato. Fra tutte le regole, spiccano gli sconti nel settore Rc auto, dedicati a determinati profili; riduzioni tariffarie che stanno scatenando polemiche.

Scatola nera, è caos

In particolare, se il ddl diverrà realtà, si avrà uno sconto sul prezzo della polizza, nel caso di ispezione del veicolo, oppure di installazione della scatola nera che rimane nella titolarità dell'assicurato, mentre i costi di installazione, disinstallazione, spese di funzionamento, sostituzione e portabilità sono a carico dell'impresa. In alternativa, ok all'installazione di un meccanismo che impedisce l'avvio del motore per elevato tasso alcolemico. E qui, la discussione è aperta: le assicurazioni sono contrarie all'obbligo di proporre la Rca con scatola nera, così come non vogliono che le varie spese (inclusa la disinstallazione) sia a loro carico. Non ultimo, non gradiscono che sia l'Ivass (Authority di vigilanza sulle compagnie) a definire i criteri e le modalità di determinazione e la percentuale dello sconto Rca.

Tariffa Italia, scontro frontale

Il ddl (condito da diversi emendamenti) prevede ulteriori sconti al fine di ridurre le differenze dei premi applicati sul territorio nazionale a favore di assicurati con medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito. È il caso, per capirci, del guidatore di Napoli in prima classe di merito, virtuoso, a quota zero incidenti, che paga una Rca quadrupla rispetto al guidatore di Aosta con identiche caratteristiche. Il legislatore punta alla Tariffa Italia, unica in tutto il Paese. Pertanto, per evitare di penalizzare i conducenti virtuosi che risiedono nelle province con un tasso alto di sinistrosità e dove le frodi sono elevate, sono applicati sconti aggiuntivi calcolati sulla base di studi effettuati dall'Ivass. Ogni due anni, l'Istituto di vigilanza individuerà con regolamento, in base ai dati in proprio possesso e alle indagini statistiche, il tasso di sinistrosità delle province a maggiore rischio. Sulla base di queste indagini le imprese di assicurazione applicheranno l'ulteriore sconto aggiuntivo a favore dei soggetti residenti nelle province a maggiore sinistrosità, che non abbiano provocato sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi 4 anni e che abbiano installato la scatola nera o ulteriori dispositivi equivalenti. Tale sconto significativo e aggiuntivo si applicherà sia ai nuovi contratti che in occasione di rinnovi.

No? Multe!

Anche per la Tariffa Italia c'è il no delle assicurazioni, che minacciano, per paradosso, rincari. Essendo costrette ad abbassare i prezzi Rca del Sud, alzeranno quelli del Nord. In base al ddl, le imprese di assicurazione saranno obbligate a evidenziare in sede di preventivo e nel contratto lo sconto praticato, in valore assoluto e in percentuale, rispetto al prezzo della polizza altrimenti applicato. L'Ivass effettuerà periodiche verifiche a campione, sull'operato delle imprese assicurative. Nel caso di inadempimento da parte dell'impresa di assicurazione, si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 80.000 euro e la riduzione automatica del premio di assicurazione relativo al contratto in essere.

Cosa chiedono le compagnie

Viceversa, fra le numerose richieste delle compagnie al Senato, ce n'è una ben precisa che riguarda i tempi per domandare il rimborso. Oggi, infatti, l'automobilista ha due anni per inoltrare all'assicurazione la richiesta di risarcimento: il suo diritto a fare domanda di indennizzo si prescrive (finisce) dopo due anni. Ma, stando alle imprese, due anni sono troppi: quel lasso temporale va abbassato a tre mesi. Il motivo? Secondo le società, nei due anni oggi consentiti, le truffe si organizzano con facilità. Questo si traduce in costi per le compagnie, che poi diventano rincari tariffari. A suffragio della propria tesi, le compagnie citano le statistiche: al Sud Italia (specie a Napoli), dove il problema truffe Rca è fortissimo, le richieste di rimborso giungono più tardi rispetto ad altre zone d'Italia. In più, ormai da anni, le assicurazioni mirano a una sforbiciata dei risarcimenti per le lesioni fisiche, con la tabella unica dei punti d'invalidità, visto che oggi ogni tribunale si regola a modo suo. Si annuncia un autunno "caldo" al Senato in materia di Rca.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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