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pubblicato il 6 ottobre 2016

Mercato auto, record di ibride: siamo diventati ecologisti?

La risposta è no, perché le ragioni economiche sono ancora prevalenti

Mercato auto, record di ibride: siamo diventati ecologisti?
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Un anno fa, nel mese di settembre, 2.699 italiani comprarono un’auto ibrida; 12 mesi dopo, questo numero sale a ben 3.900 (+31%). Ok, bisogna considerare che il mercato in generale sta crescendo in doppia cifra (+17,4% nel nono mese dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2015), ma l’incremento delle auto con motore a scoppio ed elettrico insieme è superiore alla media. Ecco perché, la quota di mercato delle ibride sale dal 2 al 2,5%. Si tratta ancora di una nicchia, è vero, ma intanto si è registrato un sorpasso “storico” ai danni delle vetture a metano, che nel settembre del 2015 registravano 5.788 immatricolazioni e un anno dopo sono ferme a 3.174; ancora lontane, invece, quelle a GPL: 8.264 unità, comunque in calo rispetto alle 9.011 di settembre ’15.

Ibride favorite (legittimamente) dalle istituzioni locali

Italiani, automobilisti rispettosi dell’ambiente, dunque? Non proprio: analizzando i dati si scopre infatti che i trend di mercato sono dettati da dinamiche meramente economiche. In pratica, sono ben pochi gli automobilisti che scelgono un’ibrida, mediamente più cara, per inquinare meno: se lo fanno, è perché sempre più amministrazioni locali (a oggi sono ben 42) concedono agevolazioni per questo genere di auto, sotto forma per esempio di esenzione dal pagamento del parcheggio sulle strisce blu. Inoltre, l’offerta si sta allargando costantemente: se fino a qualche anno fa esisteva solo la Toyota Prius, la Honda Insight e pochissimo altro, oggi solo nella gamma Toyota ci sono ben 7 modelli con motorizzazione ibrida. Ciò ha portato, da un lato, a una riduzione del differenziale di prezzo (meno di mille euro, per esempio, tra Toyota Auris Hybrid e a gasolio, a parità di allestimento), dall’altro alla soddisfazione di clienti sempre più diversi tra loro. Detto questo, se il risultato è che nelle nostre città circolano più ibride, ben vengano le agevolazioni economiche e l’allargamento dell’offerta.

Il portafoglio conta più dell’aria che respiriamo?

Che gli automobilisti siano attenti al portafoglio più che all’ambiente (eccezioni a parte) non è certo cosa nuova, né solo italiana. Con ordine: in Italia, nel 2008, in piena campagna di incentivi sulle auto a gas, le vetture e benzina/GPL fecero segnare un impressionante +325% rispetto all’anno precedente. Oggi che gli incentivi non ci sono più e che il prezzo del barile di petrolio è sceso drasticamente (riducendo, quindi, il risparmio del pieno di gas rispetto a quello di benzina o gasolio), ecco che la quota di mercato delle auto a GPL nei primi 9 mesi del 2016 è del 5,5%, contro l’8% dello stesso periodo del 2015. Cala dal 4,1 al 2,4 quella delle auto a metano. E all’estero? Molto emblematico è il caso della Norvegia, ovvero il Paese al mondo con il più alto numero di elettriche pro-capite. Guarda caso, nel Paese scandinavo, sulle elettriche non ci sono tasse di acquisto né di esercizio, è prevista l’esenzione dai pedaggi su strade a pagamento e traghetti, i parcheggi comunali sono gratuiti, così come l’accesso alle corsie preferenziali. In pratica, un’elettrica in Norvegia costa quanto un’auto a gasolio o a benzina ed è più economica nei costi di gestione. Per la cronaca, la Norvegia è il primo Paese in Europa per esportazione di petrolio e il terzo al mondo per gas naturale.

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Tag: Mercato , area c , auto europee , auto giapponesi , auto ibride , gpl , metano , mobilità sostenibile


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