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pubblicato il 5 ottobre 2016

Dossier #perchécomprarlaclassic

Porsche 911 S 2.4, perché comprarla… Classic [VIDEO]

E’ una delle versioni più amate di una delle auto più popolari di sempre. Nonostante qualche difetto

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Per molti è l’unica vera Porsche. Quella con il motore nel “posto sbagliato” e, di conseguenza, una guidabilità unica: critica fino a non molti anni fa, oggi smussata e resa più facile, ma pur sempre molto particolare. La 911 è senza dubbio una delle macchine più famose al mondo, se non la più famosa, se non altro perché è uguale a sé stessa dal lontano 1963, quando al Salone di Francoforte viene presentata come erede della 356. O meglio: le cose sono cambiate, tantissimo anche, ma il motore rimane sempre lì, dietro all’asse posteriore, posizionato a sbalzo. Una caratteristica che rende la 911 inconfondibile nel look, disegnato attorno al concetto dei passaruota anteriori che salgono fino alla linea di cintura, per poi raccordarsi con la coda discendente. Ancor più inconfondibili sono le sensazioni che passano dal volante alle mani e dal sedile al… Lato B. Di lei, del mito 911 abbiamo guidato la S 2.4, cioè il massimo che un cliente Porsche potesse avere in quegli anni. Ecco come va, nel nostro #perchecomprarlaclassic

Pregi e difetti

Il suo più grande difetto è anche il suo punto di forza, qualcosa che ti accorgi che - sulla carta - non va bene, ma poi la carta la stracci e ti godi il piacere di tenere a bada con gas e sterzo quei trasferimenti di carico “eccessivi” (generati ovviamente dal motore a sbalzo), l’adrenalina che scorre a fiumi quando la lancetta del tachimetro si invola verso i 200 km/h e l’avantreno è sempre “troppo” leggero. L’uso delle virgolette per i due aggettivi delle ultime tre righe, se non fosse chiaro, è dettato dal fatto che “eccessivi” e “troppo” sono figli della carta di cui sopra, del fatto che dal punto di vista ingegneristico ci sarebbe qualcosa da rivedere. Ma chi guida, anche se è un ingegnere, è prima di tutto un uomo. E l’uomo vive di emozioni, che la 911 dispensa con estrema generosità, nonostante nel tempo si lavori per renderla più equilibrata, riuscendoci, peraltro. Come? Con sospensioni sempre più raffinate, carreggiate allargate, aerodinamica evoluta e, sulle ultimissime 911, addirittura supporti motore attivi, capaci cioè di minimizzare l'inerzia del "flat six" e, quindi, di rendere più facile e prevedibile il comportamento della macchina.

Quale scegliere

In mezzo secolo di intensissima vita, su strada e in pista, la 911 è stata prodotta in numerose versioni e centinaia di migliaia di esemplari. Partendo da quella di questo video, la 2.4 S è più rara della 2.4 T (meno potente e meno raffinata a livello di telaio): ecco perché anche il suo prezzo è proibitivo. Per averne una ci vogliono dai 170.000 ai 240.000 euro. Molto più abbordabile una 2.7 o 3.0 di fine anni Settanta (30/40.000 euro bastano), mentre la 911 “impossibile” è la Carrera 2.7 RS Lightweight. Passando a modelli più recenti, compresi tra gli anni Ottanta e Novanta, quindi 964 e 993, il range è compreso tra circa 40.000 euro necessari per una Carrera 2 ai 100.000 di una 964 RS. In mezzo, la 993 Carrera 4S, “quotata” tra i 70.000 e gli 80.000 euro.

Autore: Redazione

Tag: Test , Porsche , auto europee , auto storiche


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