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pubblicato il 5 ottobre 2016

Waze Rider, ecco perché Google potrebbe "battere" Uber

Il servizio di condivisione dei viaggi in auto è politically correct e conveniente

Waze Rider, ecco perché Google potrebbe "battere" Uber
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Alphabet, holding a cui fa capo Google, dopo una prima fase di sperimentazione ha aperto al pubblico a San Francisco il servizio di car pooling Waze Rider. Come suggerisce il nome, tutto si basa su Waze, ovvero l'app per la navigazione crowd che, in base ai dati forniti dagli utenti della comunità più grande al mondo, permette di evitare il traffico. A partire proprio da questi dati, ogni automobilista che lo desideri può condividere il viaggio, mettere cioè a disposizione i posti rimanenti nella sua auto, a una tariffa massima di 54 centesimi di dollaro (l'equivalente di meno di 50 centesimi di euro), per le persone che hanno una meta simile alla sua.

La soluzione politically correct di Alphabet

I punti di forza di Waze Rider rispetto a BlaBlaCar e Uber Pool (da non confondere con UberPop, che invece è una sorta di servizio taxi da privato a privato) sono l'immediatezza nel reperimento di un passaggio - grazie proprio al fatto che Waze mette in contatto fra loro i viaggiatori della comunità più grande al mondo - e il tetto posto al compenso chilometrico che si può richiedere (i 54 centesimi di cui sopra); dà una percezione di trasparenza che non fa mai male. Rispetto a UberPop, inoltre, un'app come Waze Rider non dovrebbe dare tutti quei (grossi) problemi riscontrati un po' ovunque nel mondo con i tassisti, visto che i conducenti di Waze Rider non percepiscono un compenso, ma solo un rimborso, e che non possono effettuare più di due viaggi condivisi al giorno; usare il condizionale è d'obbligo, visto che qualcuno potrebbe anche avanzare il sospetto che dietro i rimborsi, in realtà, si celi un compenso vero e proprio.

La sua forza è (anche) il prezzo

Altra carta vincente di Waze Rider dovrebbe essere la convenienza: i prezzi, promettono gli uomini di Alphabet, saranno più convenienti rispetto a quelli proposti dal car pooling di Uber (Uber Pool) e da Lyft (Lyft Line), ovvero la società di ride-sharing di General Motors, ma anche di quelli di BlaBlaCar, che al momento è la n°1 al mondo nel car pooling. La "guerra" per la mobilità alternativa, insomma, sta prendendo forma, nell'attesa che altri protagonisti (vedi per esempio Ford) scendano in campo, contando sulla forza di una propria flotta di auto, magari a guida autonoma… Proprio Ford ha già annunciato che nel 2021 vuole lanciare un servizio di ride sharing con auto senza guidatore.

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Tag: Attualità , auto americane , google , uber , usa


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