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pubblicato il 3 ottobre 2016

Multe da alcol, i giudici inchiodano i colpevoli

Tre sentenze che stangano gli ubriachi, non coinvolgere altri veicoli non basta ad evitare pesanti sanzioni

Multe da alcol, i giudici inchiodano i colpevoli

Guida in stato d'ebbrezza: per ben tre volte i giudici inchiodano i colpevoli, come già accaduto in passato. La prima sentenza è della Cassazione, la numero 38203/2016, e riguarda un guidatore che voleva evitare la super-multa sostenendo di aver sì causato un incidente, ma da solo, senza coinvolgere altri veicoli, essendo andato solo fuori strada. Tutto nasce dal Codice della Strada (articolo 186, comma 2-bis), secondo cui l'ubriaco al volante vede le sanzioni raddoppiate (3.000 euro) e subisce il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, la patente è sempre revocata. Per la Cassazione, un sinistro è "qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l'avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli". Quindi, andare a sbattere da ubriachi contro un muro, un palo della luce, un'altra macchina, oppure contro lampioni o cartelli.

Il problema alcoltest

Più controversa la questione ritiro della patente (tecnicamente "revoca") per guida con oltre 1,5 g/l e avendo causato un incidente. Da quando scatta? Un automobilista sosteneva che debbano passare tre anni da quando la sentenza passi in giudicato. Secondo il TAR Veneto (sentenza 1014/2016) l'interpretazione corretta del comma 3 ter dell'articolo 219 del Codice della Strada è un'altra: i tre anni si contano dalla data di contestazione della violazione. Ossia da quando la Polizia ferma l'ubriaco e gli fa il test. Viceversa, se si ritenesse valida la data del passaggio in giudicato della sentenza, si arriverebbe alla situazione paradossale di protrarre per chissà quanto tempo il periodo di inibizione alla guida: dipenderebbe da quanto tempo ci mettono i giudici a esprimersi. Va tuttavia segnalata anche una giurisprudenza di segno contrario: ci sono sentenza secondo cui i tre anni scattano da quando la vicenda giudiziaria finisce.

Con un'auto non di proprietà

Per gli ubriachi (oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue), c'è la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Con la sentenza di condanna (ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti), è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ma cosa succede alla macchina se cointestata? Niente confisca, diceva un automobilista beccato ubriaco. Secondo la Corte d'appello di Trento (sentenza 125/15), "è assoggettabile a confisca il veicolo in comproprietà con un terzo in quanto la presunzione di assoluta pericolosità insita nella disponibilità del bene rimanga integra nel caso di comproprietà con persona estranea al reato". Quindi, il provvedimento scatta comunque.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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