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pubblicato il 28 settembre 2016

Rc auto, la "guerra" del risarcimento

Le compagnie vogliono abbreviare i tempi per chiedere i rimborsi, ma la Federcarrozzieri si oppone

Rc auto, la "guerra" del risarcimento

Le lobby delle compagnie assicuratrici "affilano le armi". In Parlamento, infatti, giace il Disegno legge Concorrenza, che potrebbe stravolgere il settore Rc auto, e le imprese fanno pressione affinché il Senato proponga emendamenti (modifiche) al testo. Uno dei punti più scottanti riguarda il risarcimento dopo un incidente. Oggi, infatti, l'automobilista ha due anni per inoltrare all'assicurazione la richiesta di rimborso: il suo diritto a fare domanda di indennizzo si prescrive (finisce) dopo due anni. Ma le compagnie non ci stanno, e intendono cambiare le regole del gioco.

Due anni? No: tre mesi

Stando alle assicurazioni, due anni sono troppi: possono andare bene tre mesi. Il motivo? Secondo le imprese, nei due anni oggi consentiti, le truffe si organizzano con facilità. Chi mette in piedi un raggiro riesce a falsificare tutto del sinistro: la dinamica, le responsabilità, la presenza di testimoni, le possibili conseguenze dell'impatto. Si costruisce un incidente su misura, con un'esorbitante richiesta di indennizzo per i danni alle cose. Questo si traduce in costi per le compagnie, che poi diventano rincari tariffari. A suffragio della propria tesi, le compagnie citano le statistiche: al Sud Italia (specie a Napoli), dove il problema truffe Rca è fortissimo, le richieste di rimborso giungono più tardi rispetto ad altre zone d'Italia.

La Carta di Bologna fa "muro"

Ma a opporsi c'è la Carta di Bologna, composta da diverse sigle e associazioni, e capitanata da Davide Galli, presidente Federcarrozzieri (Federazione carrozzieri indipendenti): "Ci batteremo, come già fatto in passato, a qualsiasi tentativo di ridurre la prescrizione dei due anni". Una simile norma "costringerebbe il danneggiato a formulare una richiesta danni in tempi brevissimi, richiesta che è un atto formale tipico ad alto tasso di tecnicismo". Inoltre, "ci sono incidenti che necessitano di tempo e cautele quando si chiede il risarcimento". E ancora: "Stando al Codice delle assicurazioni, la compagnia deve fornire l'assistenza al danneggiato e quindi, in ultima analisi, la mancata formulazione di richiesta danni, a fronte della presentazione di denuncia, comporterebbe responsabilità dell'impresa. Così, i costi di gestione crescerebbero, dovendosi utilizzare maggiori risorse per adempimenti tecnici di non agevole e univoca interpretazione. Morale: alla fine, i prezzi Rca rischierebbero di salire, anziché scendere". Ma le truffe? "Se un'impresa reputa che ci sia una frode, non rimborsi il presunto danneggiato. Senza scaricare le proprie responsabilità sulle vittime della strada e sugli assicurati".

Secondo "fronte: la Tariffa Unica

Un altro punto chiave del Disegno legge Concorrenza, modificato da diversi emendamenti, è la Tariffa Unica Nord-Sud (o Tariffa Italia). Oggi, il guidatore virtuoso del Sud (in prima classe di merito, non causa mai incidenti) paga una Rca molto più alta di un guidatore virtuoso del Nord, a parità di condizioni (età, auto, classe di merito). Il Ddl punta a premiare il conducente virtuoso del Meridione, purché accetti di installare la scatola nera. Ma l'Ania (Associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni) dice no: una norma illegittima, contraria alle direttive comunitarie che vietano di imporre alle compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo. E un'idea tecnicamente insostenibile, dice l'Ania: stabilendo a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico e parametrato al livello di tariffa più basso, salterebbe il meccanismo mutualistico su cui si fonda
l'assicurazione. Col risultato, lasciano intendere le compagnie, di vedere le Rca rincarare...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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