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pubblicato il 27 settembre 2016

Auto a guida autonoma, il Gruppo dei Sette progetta il futuro

Ecco cos'hanno detto in Giappone i ministri dell'Economia, Graziano Delrio compreso

Auto a guida autonoma, il Gruppo dei Sette progetta il futuro

Loro sono i più “potenti”, e quando si riuniscono è perché qualcosa di importante bolle in pentola. Parliamo del Gruppo dei Sette (G7), il vertice dei ministri dell’Economia delle sette nazioni sviluppate con la ricchezza netta più grande al mondo. Che, dal 23 al 25 settembre, per forza di cose hanno dovuto riunirsi in un G7 Trasporti per organizzare il futuro dell’auto a guida autonoma: è successo a Karuizawa in Giappone. Un tema così caldo e dagli scenari così vasti, quello delle vetture robot, da imporre una riunione. Presieduta dal ministro dei Trasporti nipponico, Keiichi Ishii. Al summit hanno partecipato anche il nostro ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, esprimendo soddisfazione (“L'Italia è nella giusta direzione per l’innovazione tecnologica delle infrastrutture al centro del G7 Trasporti”), e la Commissaria Europea ai Trasporti Violeta Bulc. Raro esempio di politico attivo e concreto, che da anni spinge per il miglioramento della sicurezza stradale (e fra i pochi a opporsi ai pedaggi per soli stranieri in Germania).

Parola d’ordine: intelligenza

Come ha spiegato Delrio, del tema della guida autonoma s’è iniziato a discutere durante il primo G7 in Germania; adesso, “la presidenza giapponese ha posto il tema delle strade rinnovate e intelligenti, con le quali veicoli sempre più autonomi dovranno mettersi in dialogo”. Delrio ha parlato di “percorso sfidante per i ministri G7”, che “dovrà permettere allo stesso veicolo di viaggiare nello stesso modo in tutti i Paesi. Quindi, standard per l'interoperabilità dei sistemi stradali e dei veicoli al di là dei confini nazionali e continentali, aumento della qualità delle infrastrutture, armonizzazione delle leggi, maggiore efficienza economica, capacità di generare crescita da parte dell'intero sistema”. La necessità di una legislazione condivisa è stata posta anche dai Produttori invitati a intervenire all'incontro, uno per Paese: per l'Italia FCA, con il Direttore della ricerca e innovazione veicolo Enrico Pisino.

Serve qualità

“Fondamentale sarà per i nuovi veicoli che le strade siano di qualità, hanno sottolineato i ministri”, ha continuato Delrio. Che poi, da politico navigato, ha un po’ sponsorizzato le attività del proprio dicastero: “Questo dice che la scelta compiuta dal nostro Governo di procedere con manutenzioni profonde e intelligenti di strade e viadotti affidati ad Anas e anche ad altre concessionarie non è solo un atto dovuto dopo anni di incuria, ma anche un atto che prepara a far viaggiare veicoli sempre più tecnologici che scambiano e ricevono informazioni dall'esterno mentre sono in moto”. E ancora: “La Struttura tecnica di missione del ministero - ha continuato Delrio - sta già lavorando da tempo a uno standard nazionale sulle smart road e questa è un’esperienza che porteremo al tavolo di lavoro del G7”. In generale, il processo deve vedere il coinvolgimento di “decisori politici, centri di ricerca, industrie, università e può essere generatore di una economia nuova. Se le infrastrutture migliorano la sicurezza e riducono il rischio, permettono trasporto sostenibile, turismo e lavoro”.

“Connettere l’Italia”

Seguendo la strategia definita nell'Allegato infrastrutture al Def 2016, “Connettere l'Italia”, Delrio ha illustrato al G7 quanto sta facendo il nostro Paese: “Abbiamo introdotto la pianificazione nazionale per logistica, strade, autostrade e porti. Mettendo al centro le opere in base alla loro utilità, non alla loro dimensione. Evitando l’overdesign, cioè il sovradimensionamento e lo spreco di risorse. Favorendo soluzioni efficaci dal punto di vista economico e l’intermodalità”. L’appuntamento è al prossimo G7 Trasporti che si terrà nel 2017 in Italia. Con l’auspicio che le buone intenzioni dei politici si trasformino in fatti. Il tutto, mentre i colossi dell’industria cercano di individuare la strategia giusta per rendere redditizio il business dell’auto a guida autonoma: basti pensare a Uber, Volvo (che ha anche rafforzato l'alleanza con Autoliv), Hyundai e Google, ma anche la stessa FCA (che si è alleata con Google mettendo a disposizione la sua nuova Chrysler Pacifica), passando per Apple (su cui pochi giorni fa sono circolate voci che la vorrebbero interessata a McLaren) e Tesla, solo per citarne alcuni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , guida autonoma


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