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pubblicato il 27 settembre 2016

Citroen C4 Picasso: cambia poco, perché era già moderna

Frontale e fari posteriori ritoccati, strumentazione aggiornata, ma spazio e comfort sono ancora al top

Citroen C4 Picasso: cambia poco, perché era già moderna
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Quando è arrivata sul mercato, nel 2013, la Citroen C4 Picasso ha attirato l’attenzione per la sua originalità, che non le ha impedito però di essere un’auto pratica e versatile. Proprio come ci si aspetta da una monovolume. Ecco perché a 3 anni di distanza non c’è stato bisogno di intervenire troppo, né sullo stile della carrozzeria né all’interno. Vi racconto allora com’è cambiato, dopo aver guidato per pochi chilometri nelle strade attorno a Cervia uno dei modelli recenti più rappresentativi del marchio Citroen.

Com'è

Il design di questa monovolume è stato un po’ quello che ha dato il via al linguaggio stilistico delle ultime Citroen, come la C4 Cactus o la nuova C3: l’andamento su due livelli della parte anteriore della C4 Picasso, quindi, è stato ritoccato con un "facelift" per dare più importanza ai fari, grazie nuove forme per le griglie di raffreddamento e alla forma diversa del fascione paraurti. Le luci posteriori, invece, ripropongono la lavorazione ad effetto 3D già vista sulla Citroen C1, mentre sulla fiancata le novità che si notano sono cerchi in lega di disegno diverso e la possibilità di avere configurazioni bi-colore (con anche nuove tinte per la carrozzeria). Comodo inoltre, per quando ad esempio siete alle prese con le borse della spesa, il portellone che si apre con un sensore per il piede, che è uno dei dispositivi introdotti in questo aggiornamento della Picasso. Il bagagliaio, tra l’altro, parte da un minimo di 537 litri, o di 630 litri sulla C4 Grand Picasso, la versione più spaziosa e anche a 7 posti. Dentro quello che si nota è il nuovo schermo touchscreen centrale, da 7 pollici, che può ancora però essere migliorato come intuitività e rapidità d’uso, oltre che per l’assenza di tasti fisici per le funzioni più importanti. Il grande display da 12 pollici della strumentazione, invece, è più efficace di prima nel dare informazioni, come la visuale del navigatore separata da quella dello schermo sulla plancia. C’è poi la possibilità di connettere il sistema ad internet (per i dati sul traffico ad esempio) e agli smartphone, tramite le interfacce Apple Car Play e Mirror Link. Nuove, poi, sono anche le funzioni 360° della telecamera o quella di Park Assist. Sempre molto spaziosi i vani portaoggetti, molto pratici i sedili regolabili separatamente anche dietro e in generale molto curate le tante attenzioni al benessere dei passeggeri, come nel caso delle bocchette laterali posteriori, dei tavolini ribaltabili dietro i sedili anteriori, o dello specchietto grandangolare per controllare i bimbi seduti dietro.

Come va

C’è un nuovo motore, su questo restyling "leggero" della Citroen C4 Picasso ed è il 3 cilindri 1.2 turbo benzina da 130 CV, disponibile anche con cambio automatico EAT6 con convertitore di coppia e 6 rapporti. Durante il mio test, però, ho guidato il 4 cilindri 1.6 turbo diesel da 120 CV, anche lui con il cambio automatico idraulico. L’accoppiata tra i due si sposa bene con la filosofia di questa monovolume francese, perché le risposte ai comandi sono sempre dolci ma corpose, per muoversi rilassati ma senza sentirsi mai in difficoltà in caso di sorpasso o in salita. Non così omogeneo, invece, il comportamento dello sterzo in fase di riallineamento, mentre l’assetto conferma le doti della piattaforma modulare EMP2 su cui sono basati anche altri modelli del gruppo PSA Peugeot-Citroen: la taratura scelta per le sospensioni dà un ottimo equilibrio alla C4 Picasso, tra comfort e guidabilità. Il motore si fa sentire un po’ solo tirando le marce, ma per il resto l’isolamento dai rumori della meccanica, della strada e dell’aria è di buon livello, con consumi medi che in questo primo breve test (con uno stile di guida poco attento) sono stati di 7 litri su 100 km, circa 14 km con litro. Infine, ci sono nuovi dispositivi di aiuto alla guida: sensore di lettura dei cartelli stradali e dei limiti di velocità, cruise control adattivo con funzione di arresto, avviso di superamento involontario della linea di carreggiata con intervento attivo sul volante, sistema frenata di emergenza, avviso di stanchezza conducente e sensore di sorveglianza dell’angolo morto con intervento attivo sullo sterzo.

Curiosità

Ultimamente si vedono sempre più modelli con il parabrezza composto da più superfici vetrate, ma quello della Citroen C4 Picasso resta uno dei migliori, perché i montanti oltre che essere sottili sono anche posizionati in modo da minimizzare gli angoli ciechi. Dando anche - tra l’altro - una buona percezione degli ingombri della carrozzeria nella zona frontale, che spesso sulle monovolume è un po’ problematica. E come altre Citroen, anche la Picasso ha le alette parasole che possono scorrere all’indietro per far entrare ancora più luce dal parabrezza.

Quanto costa

I prezzi della nuova Citroen C4 Picasso partono da meno di 25.000 euro sia con il 1.6 turbo diesel da 100 CV che con il 1.2 turbo benzina da 130 CV e, a parità di motore, servono 1.500 euro in più per il cambio automatico. Per la più spaziosa C4 Grand Picasso ci vogliono invece almeno 26.500 euro, sempre con le due motorizzazioni d’ingresso 1.2 PureTech 130 e 1.6 BlueHDi 100.

Scheda

Versione provata: BlueHDi 120 s&s EAT6 Shine
Quando arriva: settembre
Quanto costa: da 32.350 euro
Quanto consuma: 3.8 litri/100 km
CO2: 100 g/km
Potenza: 120 CV
Garanzia: 2 anni

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Tag: Test , Citroen , auto europee


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