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pubblicato il 29 settembre 2016

Toyota C-HR, rivoluzione d’Oriente

La crossover giapponese punta su design e sportività. Powertrain ibrido da 122 CV o 1.2 turbo benzina da 116 CV

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È un urlo in chiesa durante la messa di mezzanotte, il brivido dell'acqua gelida sulla pelle d'estate, l'esplosione di sapore che solo una fragola matura sa regalare. La nuova C-HR, fuori dagli schemi sia stilisticamente sia meccanicamente, è il tassello che mancava al più grande costruttore al mondo per completare il puzzle. A Toyota, il più grande costruttore al mondo, mancava un tassello per completare il puzzle. Sinora, infatti, non disponeva di una crossover compatta in grado di sfidare ad armi pari Fiat 500X, MINI Countryman, Nissan Juke e Renault Captur. Un vuoto colmato colmato dall'inedita Coupé High-Rider (C-HR), caratterizzata da una linea decisamente sportiva, dalla disponibilità della tecnologia ibrida e dalla piattaforma TNGA, condivisa con la quarta generazione di Prius e la nuova Prius Plug-in Hybrid. 

1.2 turbo anche a trazione integrale

C-HR è lunga 4,36 metri – ovvero 25 cm in meno rispetto alla "sorella maggiore" Rav4, ma 11 cm in più se confrontata con Fiat 500X – e sottopelle cela una doppia personalità. Da un lato è infatti disponibile il medesimo powertrain della Prius, l'ibrida più venduta al mondo, caratterizzato dall'abbinamento di un 4 cilindri in linea 1.8 16V a ciclo Atkinson alimentato a benzina con un'unità elettrica, così da contare su di una potenza complessiva di 122 CV trasmessa alle ruote anteriori da una trasmissione a variazione continua. Una soluzione che promette una percorrenza media di 26,3 km/l. In alternativa, la crossover nipponica è proposta con un più tradizionale 1.2 turbo a iniezione diretta di benzina da 116 CV e 185 Nm di coppia, derivato dalla media Auris, forte di 16,9 km/l e disponibile anche con la trazione integrale. Unico, anche in questo caso, il cambio disponibile, vale a dire un'unità CVT.

Ricca dotazione di sicurezza

Chiamata a raggiungere le concessionarie entro dicembre 2016, C-HR può contare su dimensioni compatte, carrozzeria a 5 porte (ben mimetizzate), profilo slanciato e muscoli in vista, cui si accompagna una capacità del bagagliaio di 377 litri con 5 persone a bordo, lievemente superiore alla media della categoria. La sportività delle linee trova conferma in abitacolo, dove debutta la corrente di design Sensual Tech e, al centro della plancia, spicca il display touchscreen da 8 pollici del sistema d'infotainment. Progettata tenendo conto dei gusti degli automobilisti europei, può contare su di un baricentro relativamente basso, sospensioni anteriori McPherson e posteriori multilink nonché una dotazione di sicurezza completa. Il pacchetto Toyota Safety Sense Plus, di serie sin dalla versione d'ingresso, porta in dote la frenata automatica d'emergenza con riconoscimento dei pedoni, la "lettura" della segnaletica stradale, l'avviso di superamento involontario della corsia, il cruise control adattivo e la gestione autonoma dei fari abbaglianti.

Verniciatura bicolore e prezzi da 25.700 euro

Destinata a cimentarsi in un segmento tanto affollato quanto competitivo come quello delle crossover compatte, la C-HR rompe con la tradizione Toyota, votata più alla concretezza che alla ricercatezza estetica, fregiandosi oltretutto di alcuni accessori di tendenza quali la verniciatura bicolore, i cerchi in lega da 18 pollici e l'impianto audio JBL da 576 Watt. Prezzi da 25.700 a 34.400 euro.

Autore: Redazione

Tag: Novità , Toyota , auto giapponesi


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