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pubblicato il 28 settembre 2016

Guidatore e auto, le compagnie controllano tutto

Le assicurazioni verificano se diciamo la verità, ogni dettaglio incide sul prezzo della polizza

Guidatore e auto, le compagnie controllano tutto

Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio: questo il principio che ispira il Codice delle assicurazioni. Che lascia massima libertà alle compagnie. Quando fornite i vostri dati per stipulare una polizza Rc auto, le imprese hanno la possibilità di verificare se avete detto il vero. D’altronde, le stesse assicurazioni sono tenute a vigilare affinché non ci siano truffe. In concreto, vediamo che cosa controllano e quali possono essere le conseguenze pratiche sul vostro portafoglio.

Cosa conoscere

1# Vostra responsabilità. Voi siete i contraenti, e avete la responsabilità di controllare che quanto andate dicendo sia vero: residenza, auto, età e quant’altro. Parametri che fanno variare il prezzo della polizza Rca. Per intenderci, chi ha 50 anni e vive a Bolzano paga una Rca enormemente più bassa di chi ha 25 anni e risiede a Napoli. Ma al di là dell’esempio estremo, un dettaglio incide, seppure di pochi euro: perfino l'alimentazione della vettura.

2# Database. La compagnia cui vi siete rivolti verificherà la coerenza dei dati indicati in preventivo con le risultanze delle banche dati istituzionali. Se emergono divergenze, l’impresa vi indicherà, già nel preventivo, la documentazione necessaria per effettuare gli ulteriori controlli. Solo quando l’assicurazione avrà le carte giuste su cui basarsi, il processo di emissione della polizza proseguirà. La segnalazione di eventuali errori o il riscontro di dati diversi da quelli indicati nel preventivo possono comportare la formulazione di un nuovo preventivo.

3# Verifiche. Occhio: la compagnia, se ci sono particolari esigenze di verifica, si riserva di disporre accertamenti diretti sulla vostra auto. Da effettuarsi a proprie spese presso la rete dei propri fiduciari nella provincia di residenza del proprietario.

4# Niente rimborso. Se ottenete il preventivo e stipulate la polizza, con dati non veri, correte un bel rischio. Le dichiarazioni inesatte o le reticenze possono comportare la perdita totale o parziale del diritto all’indennizzo. Sta tutto scritto negli articoli 1892, 1893, 1894 del Codice civile. E la legge non ammette errori in buona fede: zero rimborso anche se pensavate di aver detto il vero all’assicuratore.

Situazione confusa

In teoria, con la digitalizzazione della Rca, e la scomparsa del contrassegno cartaceo nonché dell’attestato di rischio cartaceo, le frodi potevano essere combattute più facilmente. Ma le cose stanno prendendo un’altra piega. Per cominciare, il certificato cartaceo è ancora sovrano (o anche il documento elettronico via mail). E i controlli con le telecamere non possono partire: i furbetti senza Rca e senza revisione scorrazzano senza che gli autovelox li acciuffino. Infatti, gli occhi elettronici non sono ancora stati omologati a tal fine. La burocrazia italiana…

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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