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pubblicato il 27 settembre 2016

Dossier Auto e Salute

Stanchezza d'autunno in auto, come evitare il pericolo

Il ritorno dalle ferie e il cambio di temperatura possono indurre debolezza: le regole per prevenirla

Stanchezza d'autunno in auto, come evitare il pericolo

Era così bello stare in vacanza… Il ritorno da mare o lago che sia, monti o campagna, spesso si traduce in stress psicofisico. Ci si deve di nuovo piegare sui libri per studiare, oppure sopportare sul lavoro un qualche capo che non regge la pressione e si comporta da nevrastenico. Il tutto si traduce in stanchezza, che ovviamente attanaglia anche chi va in auto. Va però distinta la stanchezza sensoriale da quella muscolare: la prima è controllata dal sonno, dall'alimentazione e dal comfort in auto; l’altra da pregressi sforzi (ginnastica, palestra, calcio) e da una scorretta introduzione di calcio, magnesio e potassio. E proprio nel traffico, sommersi da smog e rumore, è in agguato una sorta di debolezza, che incide a livello di sicurezza stradale. A questo, si aggiungono i cambi di ritmo (come l’ora in cui si va a dormire e ci si sveglia) e di temperatura, che pure possono incidere negativamente a livello di energia mentale e fisica.

Quattro mosse per resistere

1# Movimento. Proprio così: la stanchezza si combatte col movimento. Non vi serve uno sport che metta a dura a prova l’organismo, ma una sana corsetta, o tutt’al più una passeggiata. Basta una mezz’oretta a passo abbastanza lesto: velocità e distanza da percorrere le trovate voi, parametrandovi poco alla volta. Senza eccedere, specie le prime volte.

2# Compagnia. In auto o altrove, circondatevi di persone positive, che trasmettano forza e ottimismo. I negativi, specie se già siete un po’ giù, alimentano solo ulteriori stress. Prezioso un passeggero in macchina che sappia prendere la vita con filosofia, meglio ancora se capace di condire la vita con qualche chiacchiera simpatica. Almeno nella vostra vettura, state alla larga da chi, sul posto di lavoro e fuori, è “nero” e portato ad affrontare qualsiasi criticità con nervosismo. Utile anche parlare con una persona empatica, che sia così intelligente da capire la vostra situazione e da aiutarvi: no al passeggero che reputa di essere l’unico a gestire i problemi quotidiani.

3# Integratori. Qui serve un medico, mai fare da sé. Possono essere utili integratori elettrolitici o vitaminici (ma questi ultimi nel soggetto a corretta alimentazione sono virtualmente inutili)​, da utilizzare sempre e comunque dietro controllo di un esperto. Non comprateli da voi su Internet, anche perché non c’è la garanzia che quanto acquistato sia davvero quello che cercavate.

4# Errori. Attenti ai campanelli d’allarme della stanchezza, e non sottovalutateli: un errore mentre si guida, qualche distrazione o dimenticanza. Senza drammatizzare, è il caso di essere onesti con voi stessi, chiedendovi se sia opportuno fare una chiacchiera con il vostro medico per esporre i sintomi. E trovare l’antidoto. Magari, è sufficiente una semplice dormita nel weekend. Valutate anche la vostra postura alla guida: se è sbagliata, il super lavoro cui è sottoposta la schiena vi sottrae preziose energie.

​Colpo di sonno: disastro

Dalla stanchezza in auto al colpo di sonno il passo potrebbe essere più breve di quanto pensiate. Può darsi che alla base della sonnolenza ci sia la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno: il rischio di incidente stradale, in questo caso, sale da 2 a 7 volte rispetto a quanto osservato nelle persone sane. Un pericolo più che doppio rispetto a quello imputabile all’abuso di alcol e al consumo di tranquillanti o cannabis. Soluzione: se vi svegliate assonnati, o se Morfeo si fa sentire di giorno, parlatene col vostro medico.

In collaborazione con Aldo Ferrara, professore di malattie respiratorie dell’Università di Siena, coordinatore scientifico dell’associazione European Automotive Medicine (ERGAM), e autore di “Fisiologia clinica alla guida”, Piccin Ed. 2015.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute , sicurezza stradale


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