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Retrospettive

pubblicato il 25 settembre 2016

BMW 2002 Turbo, licenza "d’uccidere"

E’ una delle auto più pericolose mai prodotte. E una delle più amate

BMW 2002 Turbo, licenza "d’uccidere"
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Auto così le facevano davvero. Se ne compravi una, ti assumevi la responsabilità della tua scelta. Era il 1973. Oggi, come minimo, una macchina come la 2002 Turbo porterebbe al licenziamento in blocco (e in tronco) non solo degli ingegneri e dei collaudatori responsabili dello sviluppo, ma anche tutti i manager del caso. Perché? Semplice: la sportiva tedesca è più facile da mettere di traverso che farla andare dritta. Se piove, il guidatore deve dosare millimetricamente il gas persino in rettilineo, perché le ruote dietro sono a dir poco “scariche” e, quando il turbocompressore KKK entra in azione e i 170 CV (a 5.800 giri) e i 240 Nm di coppia (a 4.000 giri) si scaricano con nessuna gradualità su di loro, ecco che la direzionalità diventa un concetto relativo. Il tutto, è reso ancor più difficile da gomme che oggi troviamo solo sulle citycar: 185/70 - 13. No, nemmeno le citycar ormai montano dei 13”. Fin qui, la razionalità. C’è però un’altra parte in ognuno di noi, appassionato di auto e di guida, che la 2002 Turbo la rimpiange - se ha avuto la fortuna di guidarla - o la guarda come un animale ormai estinto, con il quale non avrà mai il piacere di fare i conti, di misurarsi; a costo di “scottarsi”.

Cattiva. E fiera di esserlo

Nel momento in cui a Monaco di Baviera decidono di mettere mano alla 2002 e ricavarne una sportiva, il capo del design risponde al nome Paul Bracq, che non si risparmia e il concept lo realizza addirittura con portiere ad ali di gabbiano. Ovviamente, data la complessità realizzativa (e il costo…) di una soluzione di quel genere, si preferisce conservare le portiere come sono in origine. La 2002 cambia comunque parecchio, rispetto alla variante “tranquilla”, grazie principalmente ai passaruota allargati per fare spazio alle carreggiate ampliate. Il colpo di genio, per quanto si tratti solo di un adesivo, è però la scritta 2002 Turbo - realizzata al contrario - nella fascia inferiore del paraurti: in BMW la vogliono così perché chi sta davanti abbia modo di leggere chiaramente, dallo specchietto, chi c’è dietro a chiedere strada… Completano la trasformazione estetica le bande rosse-blu-azzurre (i colori di Motorsport) sulla carrozzeria, insieme ai cerchi neri e allo spoiler posteriore. Dentro, compaiono il manometro del turbo e un orologio, la corona del volante è più spessa e i sedili in pelle sono più avvolgenti.

Quattro cilindri, quattro marce

Ad animare la 2002 Turbo, come detto, è il 4 cilindri sovralimentato, che con i suoi numeri oggi fa quasi tenerezza, ma bisogna considerare si parla di 43 anni fa e che questo è il primo motore turbo venduto su un’auto di serie in Europa. Grazie a una pressione di sovralimentazione di 0,55 bar vede crescere la potenza di oltre 40 CV rispetto al 2 litri della 2002 aspirata. Per raffreddarlo, viene aggiunto un radiatore dell’olio, mentre il cambio è un quattro marce; le ruote posteriori sono affidate invece a un differenziale autobloccante. Bene, prendete tutto questo, aggiungeteci un’erogazione completamente vuota fino all’ingresso del turbo e poi un’esplosione improvvisa di Nm, il peso di soli 1.035 kg e capite bene cosa voglia dire gestire la 2002 Turbo, visto che l’elettronica, qui sopra, non si sa nemmeno cosa sia.

Penalizzata dalla crisi petrolifera

BMW, quando decide di mettere in cantiere la 2002 Turbo, non lo fa perché mira a chissà quali volumi di vendita, perché è chiaro che si tratti di una nicchia. I tedeschi non possono però sapere che in piena era 2002 Turbo sarebbe scoppiata la cosiddetta crisi petrolifera, che un po’ ovunque nel mondo porta a razionare il consumo di benzina, alle domeniche a piedi, etc. Risultato: di questa incredibile macchina vengono prodotti solo 1.672 esemplari, prima che nel 1975 viene deciso lo stop alla produzione. Numeri modesti, certo non proporzionati alla febbre che questo oggetto è capace ancora oggi di scatenare, come dimostra peraltro il concept BMW 2002 Hommage (nelle foto sotto), chiaro omaggio realizzato quest’anno, in occasione del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, in occasione dei 100 anni di BMW e dei 50 della serie 02, da cui poi prenderà origine, appunto, la 2002 Turbo. Senza dimenticare comunque che un’erede, la 2002 Turbo ce l’ha e si chiama M2 Coupé: un’auto che qualche brivido lo regala. Eccome...

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Tag: Retrospettive , Bmw , auto europee


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