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pubblicato il 23 settembre 2016

Citroen Spacetourer: XS, M o XL, ma sempre comoda

Anche la versione più corta è enorme e si guida molto bene per essere un "furgone"

Citroen Spacetourer: XS, M o XL, ma sempre comoda
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Le auto non sono più spaziose come una volta. Vero, in generale è così; ma anche i furgoni - come la maggior parte delle persone chiama i veicoli commerciali - non sono più come una volta. In che senso? Be', sono più piacevoli da guidare, più curati negli interni e più comodi e spaziosi di qualsiasi altro SUV, crossover o monovolume paragonabile come dimensioni esterne. Anche quando quest'ultime non sono esagerate: è il caso del Citroen Spacetourer che ho guidato per qualche decina di chilometri nei dintorni di Cervia.

Com'è

Di sicuro le forme e le proporzioni di un'auto così non si possono "inventare" più di tanto, ma nella sua razionalità la carrozzeria del Citroen Spacetourer è stata raccordata con attenzione. Non dà insomma l'idea di essere troppo squadrata. Tanto per capirci, già dall'estetica s'intuisce che nel mirino di quest’auto francese ci sono due modelli molto apprezzati nella categoria: il Volkswagen Multivan e il Mercedes Classe V, che nella testa della maggior parte delle persone sono pulmini o furgoni solo di nome, perché (per esigenze di lavoro o per il tempo libero) o sono simpatici o fanno status. Il Citroen Spacetourer è stato disegnato quindi con attenzione per dettagli come gli accoppiamenti tra vetri e lamierati, la sagoma del lunotto o l'andamento del cofano motore. Il frontale, poi, dà un'idea di levigatezza e il posteriore è dominato dall'enorme portellone, che per evitare problemi nei parcheggi stretti ha anche il lunotto apribile separatamente. Separabili e rimovibili sono anche i sedili, regolabili in maniera indipendente e belli comodi. E anche sulla versione più corta XS il bagagliaio è pronto a tutto con i suoi 978 litri in configurazione 5 posti con la seconda fila avanzata, mentre per salire e scendere si può avere anche la porta scorrevole con sensore per sbloccare la serratura con il piede. Sopra la testa ci sono le bocchette e i comandi per il clima su tutt'e tre le file di sedili e si può anche avere un doppio tetto panoramico in vetro. La plancia e i rivestimenti sono in plastica rigida ma di bell'aspetto, il volante è regolabile ma solo in altezza e i comandi sono ben posizionati, come nel caso del climatizzatore, che è separato dallo schermo del sistema multimediale.

Come va

In movimento lo Spacetourer conferma di essere lontano dal concetto di furgone che siamo portati ad avere, e cioè dal pensiero che da questi veicoli non si possa pretendere troppo quando si parla di guidabilità. In realtà solo lo sterzo non convince fino in fondo, perché è poco sensibile e indiretto, ma le sospensioni si comportano molto bene sia come assorbimento che come dinamica. Grazie alla piattaforma modulare EMP2, su cui è basata anche la Citroen C4 Picasso o la Peugeot 308, il retrotreno dello Spacetourer è a ruote indipendenti (cosa rara nella categoria), l'insonorizzazione è superiore alle aspettative e anche il motore e il cambio hanno da dire la loro. In questo breve test ho guidato il 2.0 turbodiesel da 180 CV e 400 Nm con cambio automatico a convertitore idraulico e 6 rapporti, che insieme danno una bella spinta in basso, una buona progressione e risposte sempre fluide. E consumi che, nella prova, sono rimasti intorno ad una media di 12 km con un litro.

Curiosità

La particolarità dello Spacetourer nella versione più corta, quella da 4 metri e 60, sta nel poter avere fino a 9 posti in un'auto lunga poco meno di una BMW Serie 3, tanto per intenderci. Cosa che la rende molto interessante per chi ha tanti figli, senza però impedire a chi invece vuole un mezzo con cui divertirsi nel weekend di caricare attrezzature varie per fare sport all'aria aperta, senza avere a che fare con un veicolo troppo impegnativo come dimensioni. In più, l’altezza massima di 1 metro e 90 è stata pensata per poter entrare senza problemi nei parcheggi coperti. E per chi ha bisogno di muoversi con poca aderenza si può avere il dispositivo elettronico Grip Control a richiesta e c’è una versione a quattro ruote motrici in fase di sviluppo, in collaborazione con l’azienda Dangel, specializzata nel 4x4.

Quanto costa

Si parte da poco più di 32.000 euro per il 1.6 diesel da 95 CV e - come per gli altri motori - sono disponibili due allestimenti (Feel e Shine) e 3 versioni: XS (4,60 m a passo corto), M (4,95 m a passo lungo) e XL (5,30 m a passo lungo). Oltre a due misure di passo diverse (2,92 m e 3,27m), ci sono anche due diversi sbalzi posteriori (0,80 m e 1,15 m). Per il motore 2.0 diesel, invece, ci vogliono almeno 34.000 euro con il cambio manuale e quasi 37.000 con il cambio automatico EAT6.

Scheda

Versione provata: XS 2.0 blueHDi 180 s&s EAT6
Quando arriva: settembre
Quanto costa: da 36.850 euro
Quanto consuma: 5.7 litri/100 km
CO2: 151 g/km
Potenza: 180 CV
Garanzia: 2 anni

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Tag: Test , Citroen , auto europee


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