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pubblicato il 22 settembre 2016

Ferrari GTC4 Lusso T, è tempo di mettere il turbo

La shooting brake rompe uno storico tabù: ora è anche V8 e trazione posteriore

Ferrari GTC4 Lusso T, è tempo di mettere il turbo
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Lo scorso marzo in occasione del Salone di Ginevra, Ferrari svelava la nuova GTC4 Lusso, l'ultima incarnazione del concetto di granturismo made in Maranello ed erede della FF. Rigorosamente equipaggiata con il fedele V12 aspirato 6.2 litri capace di 690 CV e 697 Nm di coppia massima. Adesso, a distanza di sei mesi, un fulmine a ciel sereno: arriva il V8 turbo. E, come se non bastasse, questa versione rinuncia anche alle quattro ruote motrici.

Prestazioni da vera "Rossa"

Il nuovo propulsore disponibile sulla shooting brake di Maranello, che si affianca al già citato V12 nell'offerta, è in grado di scatenare 610 CV a 7500 giri/min e una coppia massima di 760 Nm disponibile dopo i 3000 giri/min. Tale potenza muove i 1.740 Kg della GTC4 Lusso in 3,5” nello 0-100 Km/h ed è in grado di farle superare senza alcuna difficoltà i 320 Km/h. Proprio parlando del peso, rispetto alla versione a dodici cilindri la nuova GTC4 Lusso T perde circa 50 Kg. Ma non è il peso dei quattro cilindri mancanti a fare poi tanto la differenza, quanto l'assenza della trazione integrale. I tecnici del Cavallino hanno infatti lavorato per abbinare il V8 turbo alla trazione posteriore, influenzando anche la distribuzione dei pesi che ora è al 46% sull'asse anteriore e al 54% sul retrotreno (la GTC4 a trazione integrale invece ha il 47% all'anteriore e il 53% al posteriore). Resta però il 4WS, il sistema di sterzata a quattro ruote, che integrato con il Side Slip Control (cioè con i sensori che stimano l'angolo di assetto) aiuta ad ottenere una risposta più precisa e rapida nelle fasi di inserimento e di uscita dalle curve, facendo sembrare l'auto più piccola di quanto in realtà non sia.

Rivoluzione epocale

Forse in Ferrari devono aver pensato che un motore più flessibile e con una capacità superiore di autonomia e modularità di erogazione della coppia fosse più adatto ai clienti che scelgono la GTC4. Resta il fatto che si tratta della prima quattro posti nella storia del Cavallino a montare un motore V8. Fa “un po' strano” pensare di dover rinunciare sull'ammiraglia di Casa Ferrari al rombo inconfondibile del V12. La scelta della dirigenza è strategica, anche secondo un'ottica di downsizing legata ad emissioni inquinanti e consumi di carburante. Era già successo con il passaggio dalla 458 Italia alla 488 GTB e dalla California alla California T, e si potrebbe scommettere che non sia ancora finita con questo “passaggio di testimone”. E allora sorge il dubbio: non è che la GTC4 Lusso V12 è stato un ultimo regalo ai puristi, un “canto del cigno” per un motore che non è più adatto al nostro tempo?

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Autore: Redazione

Tag: Novità , Ferrari , parigi


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