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Anticipazioni

pubblicato il 23 settembre 2016

Honda NSX Type R, la "jap" diventa cattiva

La nostra ricostruzione e tutte le indiscrezioni sulla futura variante estrema della supercar nipponica

Honda NSX Type R, la "jap" diventa cattiva
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Un modello sportivo Honda senza una versione Type R è come una torta senza la ciliegina, un panettone senza l'uvetta o un film di Bud Spencer senza una scazzottata. Può esistere, ma perde gusto. Così devono pensare in Giappone, perché entro la fine dell'anno, o al più tardi nei primi mesi del 2017, dovrebbe debuttare la variante "cattiva" della supersportiva ibrida NSX, vero e proprio manifesto tecnologico del brand nipponico.

Body kit più aggressivo

Non che alla vettura originale manchi la grinta, dato che il powertrain ibrido "erutta" 573 CV, ma secondo voci confermate da Ted Klaus, capo ingegnere preposto allo sviluppo della seconda generazione della supersportiva, la concorrenza di Ford GT e l'imminente arrivo della nuova generazione di Nissan GT-R avrebbero in parte appannato, specie in America, l'impatto dell'NSX sul mercato. Stati Uniti dove la vettura è commercializzata con il marchio Acura, brand che dovrebbe accompagnare anche l'unveiling della nuova Type R. La futura supercar, secondo rumors attendibili, sarà caratterizzata da un body kit più aggressivo e vistoso, come visibile nella nostra ricostruzione esclusiva, e potrà contare su di un alettone a incidenza regolabile oltre a prese d'aria maggiorate sia per l'impianto di raffreddamento sia per l'aspirazione del V6.

Cura dimagrante e 600 CV

Non sarà una novità assoluta. Già la prima serie d'NSX venne infatti declinata in configurazione Type R, chiamata anche NSX-R. Dal 1992 al 1995, e dal 2002 al 2005, la supercar Honda venne sottoposta a una cura dimagrante radicale, tanto da essere privata di qualsiasi accessorio non strettamente funzionale alle prestazioni. Vennero così rimossi il climatizzatore, l'impianto audio e gran parte dei rivestimenti fonoassorbenti, mentre i sedili standard lasciarono il posto a delle sedute Recaro in fibra di carbonio. Ne conseguì un alleggerimento di circa 120 kg. Una "ricetta" che sembra destinata anche alla nuova generazione, ma in modo meno radicale – il climatizzatore non sarà infatti rimosso – e in abbinamento a un sensibile upgrade della potenza erogata dal powertrain ibrido, che dovrebbe superare i 600 CV.

Meno di 200.000 euro

L'NSX "base" può contare su di un sistema propulsivo ibrido composto da un V6 3.5 biturbo a iniezione diretta di benzina collocato in posizione centrale longitudinale, collegato in serie a un'unità elettrica. Un binomio attivo al retrotreno, cui si accompagnano due ulteriori propulsori a zero emissioni all'avantreno, uno per ciascuna ruota, così da disporre della trazione integrale, impreziosita dalla ripartizione variabile della coppia tra gli assali e da un differenziale anteriore virtuale. La futura Type R, nello specifico, dovrebbe poter contare su di un setting più aggressivo nella distribuzione dei kgm, oltre che su di una versione più rapida del cambio a doppia frizione a nove rapporti. Nessuna modifica radicale per il telaio composto da un pianale in fibra di carbonio cui s'abbina una struttura tubolare in alluminio con rinforzi in acciaio, mentre le sospensioni beneficeranno di un setup hard, votato all'utilizzo in pista. E il prezzo? Si preannuncia interessante, vale a dire inferiore a 200.000 euro.

Autore: Sebastiano Salvetti

Tag: Anticipazioni , Honda , auto giapponesi , rendering


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