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Attualità

pubblicato il 27 novembre 2007

La crisi della Carrozzeria Bertone

Scioperano i lavoratori e l’azienda avvia il concordato preventivo

La crisi della Carrozzeria Bertone

La crisi della Carrozzeria Bertone, provocata dalla mancanza di commesse, ieri ha raggiunto il suo apice: circa 600 lavoratori dei 1300 che sono in cassa integrazione fino al 31 dicembre hanno protestato davanti alla sede della storica carrozzeria torinese in seguito alla notizia che la famiglia Bertone stia per uscire di scena avviando la procedura di concordato preventivo, l'istituto che prevede il congelamento delle spettanze dei creditori in attesa di un piano di ristrutturazione.

Nella mattinata di ieri l'azienda ha smentito rilasciando un comunicato in cui la presidentessa Lilli Bertone dichiarava che: "Sono in corso trattative soggette a vincolo di riservatezza, con soggetti italiani ed internazionali aventi vocazione produttiva e finanziaria, volte ad una soluzione di carattere industriale che consenta al gruppo di realizzare, come da sempre, autoveicoli di qualità, sia in proprio che per conto di terzi, con tecnologie altamente innovative e con una stabile ed autonoma collocazione sul mercato. In tale ottica sono altresì previsti a breve avvicendamenti negli organi di governo delle società del Gruppo".

Il prossimo partner più probabile è al momento la molisana DR Automobiles Groupe, già importatrice dei SUV cinesi DR3 e DR5 prodotti da Zhejiang Gonow Automobile and Jonway Automobile. Le trattative sono già in corso e l'accordo dovrebbe prevedere l'assemblaggio presso Bertone di 12.000 unità all'anno di due SUV ed un pick-up sempre di provenienza orientale. Questa commessa sarebbe un primo passo verso la ripresa delle attività che cessò nel 2006 con un'edizione speciale della Mini Cooper, anche se la capacità produttiva dello stabilimento piemontese è di 70.000 auto all'anno, con un punto di pareggio intorno alle 30.000 unità.

"A breve verrà richiesta l'apertura di un tavolo istituzionale", dichiara ancora nella nota stampa Lilli Bertone, "al fine di presentare, al governo regionale e locale ed alle parti sociali, il nuovo piano industriale in corso di ultimazione, nonché di verificare la presenza dei presupposti industriali esterni di supporto alla ripartenza, anche nell'interesse dell'indotto".

Per i lavoratori resta comunque l'incertezza del posto di lavoro dal momento che non è stata avviata ancora nessuna procedura di mobilità: "La situazione è molto grave", ha commentato ieri il rappresentante della Fiom Lino La Mendola ai microfoni di Repubblica. "I lavoratori hanno fatto tutto quello che era stato loro chiesto e oggi si trovano senza una soluzione di carattere industriale e quindi occupazionale. L'azienda, a causa di un management non all'altezza, e le istituzioni non sono state in grado di trovare una soluzione. E il mondo delle imprese fino ad oggi non ha battuto ciglia".

Dopo 95 anni Bertone si trova ad attraversare dunque il momento più difficile della sua vita, ed insieme ad essa i lavoratori di Grugliasco che hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della storia dell'automobile italiana. E intanto il 31 Dicembre si avvicina.

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Tag: Attualità , auto storiche , auto italiane , produzione


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