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pubblicato il 20 settembre 2016

Furti d’auto, con la tecnologia oggi bastano 15 secondi

I modelli più a rischio sono quelli premium, come la Mercedes Classe E, le BMW e le Range Rover

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Una volta si forzava la portiera o si spaccava il vetro, adesso il ladro è più sofisticato. Non si fa notare, perché spesso usa una chiave clonata per aprire l’auto e rubarla; ci mette appena 15 secondi. Con l’evoluzione della tecnologia era solo questione di tempo e dal “Dossier Furti d’auto: le nuove modalità hi-tech”, elaborato da LoJack Italia e presentato oggi, emerge che il cambiamento è già in atto e sta dilagando soprattutto nelle regioni d’Italia dove sono più diffuse le auto e i ladri “hi-tech” ovvero al centro-nord. L’anno scorso sono state rubate circa 312 auto al giorno (ben 114.121 nell’intero anno), cioè 13 ogni ora, e l’attività di prevenzione e contrasto delle Forze dell’Ordine è riuscita a riportare a casa solo il 45% dei veicoli rubati (lo scorso anno 50.820). In Europa i “furti elettronici” rappresentano complessivamente il 5-10% del totale (circa 40.000 veicoli per un valore economico di quasi 800 milioni di euro); tuttavia la percentuale di queste sottrazioni sale al 20%-30% per le vetture rubate di ultima generazione (sul mercato da meno di 5 anni). Le vetture più esposte a questo tipo di furto sono ovviamente le alto di gamma, quelle con più tecnologia, in particolare la Mercedes Classe E; le BMW Serie 3, Serie 5, X5 e X6; e tutte le Range Rover. Ma con le chiavi clonate si rubano anche le Audi, Volkswagen, Ford, Lexus e Toyota.

L’auto oggi si ruba così

Tra i dati più interessanti emersi dalla ricerca, c’è il fatto che i profitti generati dal business dei furti d’auto sono in crescita. Parliamo di ben 20 miliardi di euro tra Europa e Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi per i ladri si tratta di “ri-programmare la chiave”, come? Attraverso la connessione alle porte OBD (diagnostica a bordo) del veicolo, che consentirebbero al ladro di ottenere una nuova chiave in meno di un minuto e in alcuni casi anche in meno di 15 secondi. Stando a questo dossier, dopo il lancio di un nuovo modello, le organizzazioni criminali impiegano da due a dieci settimane, a seconda della complessità del livello di sicurezza, per capire come violare i nuovi sistemi; esattamente quanto è accaduto qualche anno fa con i tool creati dalle organizzazioni criminali per violare gli immobilizer del veicolo. Con questa chiave duplicata (che le case rilasciano ufficialmente solo dietro presentazione dell’originale) il ladro riesce ovviamente non solo ad entrare ma ad avviare il motore. Tra le altre tecniche che evidenziano una consistente crescita si sono pure la clonazione del transponder di apertura delle porte e accensione, la ripetizione del suo segnale catturato e inviato al veicolo anche quando il proprietario è lontano, la sostituzione delle componenti elettroniche a bordo con altre già modificate e l’utilizzo di dispositivi in grado di superare l’immobilizer integrato nelle vetture.

Come proteggersi

LoJack Italia, l’azienda che ha elaborato lo studio, è leader nel rilevamento e recupero di beni rubati e suggerisce, è ovvio, di proteggere l’auto con sistemi di monitoraggio e localizzazione sempre aggiornati, ma propone anche una serie di piccoli accorgimenti che chiunque può seguire e che potrebbero fare la differenza. Innanzitutto l’abitudine che qualcuno di voi potrebbe già avere di controllare che le portiere dell’auto siano effettivamente chiuse dopo aver premuto il tasto di blocco sulla chiave è positiva. Magari finora c’era chi vi diceva il contrario, invece è una piccola accortezza importante per evitare che qualcuno cloni il sistema. Poi bisogna rimanere allerta ovvero sempre aggiornati sui richiami e sugli aggiornamenti del software della propria auto, perché così si riducono le probabilità che nel frattempo i ladri abbiano trovato il modo di hackerarli. E’ un fenomeno in continua evoluzione. Stando alle previsioni, nel prossimi anni i furti hi-tech continueranno a crescere e nell’arco di pochi anni i ladri riusciranno ad attaccare le auto anche da remoto, attraverso reti wireless, per mettere a segno furti a distanza. Vi ricorderete certamente quello che in America è successo a Jeep negli USA. E’ una realtà che sta crescendo parallelamente a quella della guida autonoma e sarà la futura (ormai vicina) guerra tra guardie e ladri.

Chiave intelligente | #comefunziona

Immaginate per esempio di avvicinarvi all’auto con le mani occupate da valigie o borse per la palestra, buste della spesa o con il cellulare mentre siete impegnati in una conversazione. In questi casi la chiave intelligente può semplificare la vita permettendovi di aprire direttamente portiere o bagagliaio.

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Tag: Attualità , statistiche


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