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pubblicato il 19 settembre 2016

Tommy 2.0, a Roma torna il dissuasore acustico

Il 20 settembre riparte la sperimentazione, dopo il fallimento del 2014. Serve a tener liberi i posti riservati ai disabili

Tommy 2.0, a Roma torna il dissuasore acustico
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Martedì 20 settembre verrà montato in due strade - nel I e nel XIII Municipio di Roma - un dissuasore a tutela delle aree di sosta riservate ai disabili, chiamato Tommy 2.0, che rappresenta un’evoluzione del sistema precedente e funziona tramite un avviso sonoro: il dispositivo emette un segnale quando il parcheggio è occupato da un’auto non autorizzata, malcostume che le persone disabili subiscono troppo di frequente. L’installazione di Tommy 2.0 rientra fra le attività previste nel corso della Settimana europea della Mobilità (16-22 settembre) e va considerata al momento una sperimentazione, in quanto limitata all’angolo fra via Gulli/Viale Mazzini e via Forte Boccea 50. Da qui l’Automobile Club Italia promette che verrà poi estesa ad altre zone della città.

I dissuasori a barriera sono vietati dal Ministero

Tommy 2.0 è stato progettato dalla società ACI Consult, specializzata in soluzioni per la mobilità, che ha recepito quanto stabilito nel 2014 dal Ministero dei Trasporti e stravolto l’idea alla base del dissuasore. La prima versione di Tommy era infatti una “semplice” barriera fissata al suolo, comandabile soltanto dalle persone autorizzate, bocciata dal Ministero in seguito ad una sentenza dal contenuto molto discusso: nel testo si precisava che “trattandosi di aree destinate alla riserva di sosta, non sembrerebbe preclusa la possibilità, qualora non fossero occupate dal titolare, di essere utilizzate per una semplice manovra di fermata”. Ciò significa che agli automobilisti non disabili è concesso sostare ma non fermarsi all’interno di un parcheggio riservato ad una persona disabile.

Alla base c’è il principio della gogna

La seconda evoluzione del sistema Tommy consta invece di una piastra, da montare sul terreno, che non impedisce la sosta nel parcheggio ma suona quando lo stesso è occupato dall’automobile sbagliata. Il sistema non viene infatti considerato un vero e proprio dissuasore, ma cerca di sensibilizzare le persone al volante e fa leva sul principio della “gogna”, che spinge una persona a variare il proprio comportamento quando finita al centro dell’attenzione per colpa di un atto negativo. Il nome Tommy è stato scelto in omaggio a Tommaso, figlio autistico di Gianluca Nicoletti, fondatore di una onlus (Insettopia) che si batte anche per riconoscere ai disabili il diritto a parcheggiare nel posto assegnato senza la paura di trovarlo occupato.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , roma


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