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pubblicato il 19 settembre 2016

F1, Ferrari a Singapore: si poteva fare meglio?

Raikkonen ha fatto uno splendido sorpasso a Hamilton e Vettel ha concluso al quinto posto una rimonta dall'ultima piazza

F1, Ferrari a Singapore: si poteva fare meglio?

Al netto di un sabato molto difficile, il Gran Premio di Singapore ha portato in casa Ferrari ventidue punti che premiano un buon lavoro di squadra. Inutile voler confrontare i riscontri di oggi con quelli di un anno fa, perché pur essendo la stessa pista, la storia del Mondiale è decisamente diversa rispetto al 2015. Oggi la Ferrari corre per la seconda posizione nel campionato Costruttori (-15 dalla Red Bull dopo il weekend di Marina Bay), e cercare altri traguardi ha poco senso. Non era certo nelle aspettative pensare che Vettel potesse terminare la gara davanti a Max Verstappen, ma forse era lecito credere che dopo il sorpasso di Raikkonen a Hamilton (avvenuto al giro 33) la Scuderia potesse lasciare Singapore con la coppa del terzo posto.

Che spettacolo il sorpasso di Kimi!

L’ennesimo errore di Hamilton, in un weekend per lui da dimenticare in fretta, ha creato le condizioni per un bel sorpasso di Kimi sul campione del Mondo. Dopo il secondo pit-stop (entrambi hanno montato le soft), Hamilton si è trovato a cinque secondi dal finlandese, e con non poche difficoltà nel recuperare terreno. Poi al box Mercedes hanno deciso di reagire, ed al giro 39 hanno comunicato la decisione via-radio: “Lewis, passa al piano B”. Ovvero, mappatura spinta della power unit, e utilizzo senza troppe cautele delle gomme. Di colpo i tempi della Mercedes sono calati di oltre un secondo, e in cinque giri Hamilton è arrivato molto vicino alla Ferrari. A quel punto Lewis si è fermato una terza volta, e ha montato (al giro 45) un set di supersoft.

C'è stata indesione nel "marcare" Lewis

Nel box del Cavallino sono stati momenti concitati, con Raikkonen che chiedeva se doveva rientrare o meno ai box, e il tandem Jock Clear-Inaki Rueda che chiedeva tempo. Poi in extremis è arrivato l’ordine di rientrare per montare un set di ultrasoft, ma ormai era chiaro (visti i tempi di Hamilton nel giro d’uscita) che la terza posizione era persa. Forse in Ferrari hanno pensato che Kimi potesse riprovare l’assalto alla Mercedes con una mescola più morbida, ma di fatto è stato impossibile. “L’ultima sosta di Kimi è stata in risposta a quella di Hamilton – ha spiegato Maurizio Arrivabene - paradossalmente dopo aver subito il sorpasso di Raikkonen era Lewis nelle condizioni di poter decidere se fare o meno l’undercut. Secondo i nostri dati, se fossimo rimasti in pista il degrado delle soft ci avrebbe comunque escluso dalla lotta per il podio, abbiamo visto quanto ha guadagnato Ricciardo su Rosberg”.

Anche Raikkonen nutre qualche dubbio

Un’analisi lineare, ma dati alla mano qualche dubbio resta. Se non altro perché, al contrario di Ricciardo, Raikkonen era davanti a Hamilton quando quest’ultimo si è fermato, e Lewis ha comunque montato un set di supersoft usate che un minimo di degrado avrebbero accusato. E un Hamilton decisamente meno scintillante del solito, avrebbe comunque dovuto passare Kimi in pista. “Dobbiamo analizzare tutti i dati della gara per vedere se si poteva fare qualcosa di meglio – ha commentato Raikkonen – Hamilton è riuscito a mettersi nuovamente davanti, e a quel punto non c’era molto che si potesse fare. Dobbiamo analizzare i dati, come ho detto, e vedere se è stato fatto tutto al meglio”. Un commento che nel Raikkonen-pensiero, lascia intendere che anche “Iceman” in questa occasione qualche dubbio ce l’ha. A funzionare perfettamente è stata invece la strategia scelta per Sebastian Vettel, che ha ottenuto il massimo possibile in una giornata per lui comunque molto positiva. “Fosse uscita una safety-car al momento buono…" ha sussurrato il tedesco. La finestra a cui si riferisce Vettel è quella dal giro 42 al 45, ovvero quando lui aveva già effettuato l’ultima sosta (montando l’ultimo set di ultrasoft), mentre gli avversari sembravano avviati a concludere la corsa con le soft. Poi il cambio di strategia di Hamilton ha ribaltato tutti i piani, ma comunque per Seb è arrivata la soddisfazione di un quinta piazza che è di fatto il massimo possibile dopo la partenza dall’ultima posizione.

Vettel: "Dopo la qualifica mi sono sentito giù"

“Oggi di sicuro avevamo una buona strategia – ha commentato Vettel - e anche la possibilità di guadagnare molte posizioni nel caso fosse uscita una safety car. Non è successo, quindi il quinto posto è un buon risultato. Ringrazio il team, perchè dopo la qualifica mi ero sentito un pò giù: è successo quello che nessuno vorrebbe che accadesse. Nelle prime fasi di gara è stato difficile mandare le gomme soft in temperatura, poi ho pensato solo a far durare gli pneumatici fino al momento di passare alle Ultrasoft, e lì ho potuto davvero scatenarmi”.

Persi quattro punti dalla Red Bull Racing

Guardando il bilancio di tappa, la Ferrari ha perso quattro punti nei confronti della Red Bull. Un risultato che alla vigilia nessuno a Maranello si augurava, ma che dopo le qualifiche sembrava inarrivabile. “Se guardo il bicchiere mezzo pieno e vedo come è andata ieri oggi posso dire che abbiamo fatto una gara d’attacco – ha spiegato Arrivabene – per essere soddisfatti bisogna vincere o salire sul podio, ma i nostri piloti hanno guidato molto bene”. Tra quindici giorni la Ferrari tornerà su una delle tre piste su cui lo scorso anno riuscì ad imporsi in quella che fu la prima vittoria di di Vettel in rosso. Ma, come detto, sono dati statistici che non trovano riscontri nella realtà di questo Mondiale. “Abbiamo sei gare davanti a noi – ha concluso Arrivabene - se vogliamo provare a terminare secondi dobbiamo continuare a lavorare. A questo punto tutte le gare sono importati, anche se ci sono tracciati che ci vengono incontro più di altri. Dobbiamo recuperare punti sulla Red Bull, ed ogni gara diventa importante”.

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Autore: Roberto Chinchero

Tag: Motorsport , Ferrari , formula 1


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