dalla Home

Prototipi e Concept

pubblicato il 13 settembre 2016

Ford Ghia Focus, la decappottabile che non ha mai visto la luce

Presentata sei anni prima dell'esordio della Focus di serie, aveva linee a dir poco "coraggiose"

Ford Ghia Focus, la decappottabile che non ha mai visto la luce
Galleria fotografica - Ford Ghia Focus conceptGalleria fotografica - Ford Ghia Focus concept
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 001 - anteprima 1
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 002 - anteprima 2
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 003 - anteprima 3
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 004 - anteprima 4
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 005 - anteprima 5
  • Concept We Forgot: 1992 Ford Ghia Focus 006 - anteprima 6

Giorgetto Giugiaro, vedendola, ha detto: "Questa non è una macchina, è un'opera d'arte". In effetti le forme di questa Ford Ghia Focus ricordano più quelle di una scultura di arte moderna che quella di un'auto, e forse è proprio per questo che la roadster non ha mai visto la produzione di serie. Ne è stato realizzato un solo esemplare, presentato nel 1992 in occasione del Motor Show di Torino, e sebbene non sia mai arrivata sul mercato, ha, in maniera più o meno marcata, influenzato alcuni modelli a venire.

Sottopelle è una Escort RS Cosworth

La carrozzeria della Ford Ghia Focus è in fibra di vetro. Questa scelta progettuale riesce a limitare il peso della roadster, facendo fermare l'ago della bilancia ad appena a 950 Kg. La base meccanica è invece presa in prestito dalla Escort RS Cosworth: la piattaforma è stata accorciata ma restano le quattro ruote motrici e il motore turbo da 2,0 litri, capace di erogare 227 CV e 300 Nm di coppia. I cerchi a tre razze, con un disegno a tre ovali, sono da 18 pollici.

Uno stile "azzardato"

Quello che colpisce della Ford Ghia Focus non sono le prestazioni, per quanto discrete, ma è la sua linea. Il corpo vettura, frutto del lavoro del designer Taru Lahti, è sinuoso e ha forme morbide e continue. Un esempio su tutti, la linea che parte dalla palpebra del quadro strumenti, scende verso il tunnel centrale per poi risalire separando i due sedili e infine solcando il cofano posteriore, dove trova spazio lo stemma Ghia. Caratteristici sono anche i fanali posteriori, dei veri e propri "punti luce" incastonati nella carrozzeria. La piccola sportiva è stata progettata con un hard top removibile da riporre in una botola nel terzo volume, ma in Ford avevano fatto sapere che la Ghia Focus era già predisposta per l'installazione di una capote in tela. All'interno il pavimento dell'abitacolo è in legno, così come il pomello del cambio e la corona del volante, che ha due sole razze "ondulate".

Curiosità

Troppo vistoso per entrare in produzione, il concept è stata venduto all'asta nel giugno del 2002 per 1 milione di dollari in occasione di una raccolta fondi per beneficienza. Lo stile della Ghia Focus ha però lasciato un segno nel design delle vetture prodotte da Ford negli anni successivi: si possono riconoscere alcune linee nell'abitacolo della Ford Focus di serie e ancora di più nella Ka del 1996. Linee diverse ma stessa idea di base e forme morbide si ritroveranno poi nella Ford StreetKa del 2003.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Ford , auto storiche , car design


Top