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pubblicato il 8 settembre 2016

Pubblicità abusiva sulle strade, una "battaglia" difficile

A causa di cavilli burocratici e legali, per le autorità è difficile contrastare i cartelloni non autorizzati

Pubblicità abusiva sulle strade, una "battaglia" difficile

Due pericoli in un solo cartello. Ci riferiamo alla pubblicità abusiva sulle strade. È infatti fonte di distrazione, con l'automobilista che potrebbe essere indotto a guardare il maxi-poster anziché la strada; e in secondo luogo potrebbe limitare la via di fuga in caso di uscita di strada. Ma la battaglia contro questi mega-segnali è difficile da combattere e un'implicita ammissione arriva adesso dal Ministero dell'Interno, la cui premessa alla circolare 300/A/24131/l 02/15 è tutta un programma: "A seguito dell'entrata in vigore delle modifiche dell'articolo 23 del Codice della Strada, introdotte dalla legge 472/999, sono sorte alcune difficoltà di attuazione delle nuove procedure di rimozione delle installazioni abusive di pubblicità in autostrada o in vista di essa".

Come fare

Per superare questi ostacoli burocratici, il Ministero dell'Interno ha individuato procedure informative tra gli Uffici della Polizia Stradale e gli Enti proprietari o concessionari delle autostrade, al fine di assicurare la tempestiva eliminazione dei mezzi pubblicitari. Si parla anzitutto del censimento della cartellonistica abusiva o difforme, della notifica al trasgressore e della diffida alla rimozione, che può essere indirizzata al proprietario della strada, al gestore della stessa, all'impresa di pubblicità e, per conoscenza, al committente. Nella circolare, ci sono poi le istruzioni per la rimozione dei cartelloni stessi.

Dov'è il guaio

Il problema, lo avrete capito subito, sono i soldi. Alcune concessionarie di pubblicità non si fanno scrupoli a installare gigantografie abusive o irregolari. Gli Enti gestori (specie Province e Regioni per le strade di loro competenza) spesso autorizzano la collocazione di cartelli che solo dopo si rivelano irregolari perché pericolosi per la circolazione. Pubblicità a cui non rinunciano molto facilmente, per continuare a incassare denaro dalle aziende. Per aggirare ogni obbligo, i cartelli fuorilegge vengono infatti collocati su terreni privati, ma ben visibili dalla strada. Alcune regole, soggette a interpretazioni, stabiliscono che le Forze dell'Ordine possano accedere sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario. Sarebbe vietato, ma prima che si trovi il colpevole spesso passano mesi e il cartello rimane lì, a deturpare il paesaggio e distrarre chi guida.

Cosa è cambiato?

Nel 2010, Spazio libero denunciava, limitatamente a Milano, dove il fenomeno cartelli-illegali è molto forte: "Lungo le principali strade provinciali e le strade statali e regionali che si irradiano da Milano la densità di cartelloni pubblicitari è abnorme: una sequenza pressoché ininterrotta di pubblicità di ogni forma e dimensione crea una cortina continua lungo gli assi stradali storici che collegano la città con i centri vicini, accentuando l'effetto di continuum urbano degradato e deturpando la visuale del paesaggio agricolo". Cosa è cambiato, oggi? Basta fare un viaggio in auto alle porte del capoluogo meneghino per capire che la situazione non è migliorata granché...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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