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pubblicato il 31 agosto 2016

Audi, il cinque cilindri compie 40 anni

Venne terminato nel 1976 e rappresentava un’alternativa ai sei cilindri, più pesanti e ingombranti

Audi, il cinque cilindri compie 40 anni
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La trazione integrale e gli anelli nel suo logo rendono Audi molto legata al numero quattro. Dal 1976 però l’azienda tedesca è fedele anche al numero cinque, diventato una costante in ambito motoristico e un riferimento per tutti gli amanti dei rally: Audi si è costruita una solida reputazione in termini di motori a cinque cilindri, benzina e diesel, utilizzandoli su automobili di serie e in maniera ancora più fortunata su modelli per le competizioni. I motori a cinque cilindri dell’Audi entrano quest’anno negli “anta” e rimangono di fatto un unicum nell’attuale panorama automobilistico, dove tutti i costruttori prediligono motori a quattro o sei cilindri. Il capostipite della famiglia, in realtà, è figlio di un compromesso: negli anni ’70 i motori a quattro cilindri non rispettavano i target stabiliti, quindi i tecnici Audi scelsero unità a cinque o sei cilindri.

Il turbo arriva nel 1979

I sei cilindri vengono esclusi però a causa dei loro ingombri e della sfavorevole distribuzione dei pesi. Il primo cinque cilindri esordisce nel 1976 e viene realizzato a partire da un quattro cilindri, lo stesso montato negli anni su numerose automobile del gruppo Volkswagen e sulle Audi 80 e 100. Ha cilindrata di 2.1 litri, produce 136 CV e si avvale dell’iniezione elettronica, tecnologia ancora poco diffusa all’epoca. Viene riservato inizialmente alla Audi 100 5E. Nel 1978 debutta il cinque cilindri a gasolio, da 2.0 litri e 70 CV, seguito l’anno successivo dal benzina sovralimentato: l’aggiunta del turbo porta i cavalli a quota 170 e regala alla 200 5T un comportamento su strada molto più appagante. Il cinque cilindri turbo guadagna una considerazione maggiore non appena viene destinato alla coupé quattro del 1980: qui raggiunge i 200 CV e viene utilizzato come base per l’esperienza nel campionato rally, che Audi vincerà nel 1983 (titolo piloti) e nel 1984 (titolo piloti e costruttori).

Oggi produce 400 CV

Nel 1983 la quattro viene lanciata in versione Sport, più corta e larga, che adotta il motore benzina potenziato a 306 CV e diventa in quel momento l’automobile stradale tedesca più potente mai realizzata. Nel corso degli anni ’80 il cinque cilindri viene ulteriormente sviluppato e raggiunge i 720 CV, destinati alla Audi quattro presente nel campionato statunitense IMSA GTO. Nel 1989 il cinque cilindri a gasolio viene portato a 2.5 litri (120 CV) e dotato dell’iniezione diretta a controllo elettronico, una vera primizia nell’allora panorama automobilistico. Il cinque cilindri è stato utilizzato in maniera continuativa fino al 1997, anche sulle sportive RS 2 e S6, prima di concedersi un lungo periodo di riposo. E’ tornato nel 2009, solo a benzina, con cilindrata di 2.5 litri e numeri di riferimento: è passato dai 340 CV della prima TT-RS ai 400 di quella oggi sul mercato.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , Audi , dall'estero


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