Prototipi e Concept

pubblicato il 29 agosto 2016

Ferrari Rossa, il Cavallino che parla giapponese

Il suo stile è curato da Ken Okuyama, ex Responsabile Creativo della Pininfarina e fra i padri della Enzo

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Ken Okuyama è un nome meno popolare di altri nel panorama del design automobilistico, tornato recentemente d’attualità in quanto legato alla Kode57, sportiva in cinque esemplari mostrata durante la Monterey Car Week. Gli appassionati dalla memoria più ferrata ricorderanno il cognome Okuyama magari perché coinvolto nel progetto Ferrari Enzo, che il designer giapponese contribuì a realizzare mentre occupava la posizione di Responsabile Creativo della Pininfarina. In precedenza, nel 2000, Okuyama lavorò al prototipo di una Ferrari per i 70 anni di Pininfarina: quella vettura si chiama Rossa e riprende alcune linee della storica Testa Rossa, lanciata nel 1958, che avrebbe poi dato il nome alla berlinetta degli anni ’80.

Stile inedito e ancora attuale

Il prototipo Ferrari Rossa debuttò sedici anni fa al Salone dell’automobile di Parigi, nell’anno in cui Pininfarina spense 70 candeline. La sua base meccanica proviene dalla 550 Maranello e si avvale pertanto di un motore V12, da 5.5 litri, accreditato di 485 CV e capace allo stesso tempo di 568 Nm. La trazione è posteriore, il cambio manuale a 6 rapporti e le prestazioni di riferimento, seppure inferiori rispetto alla vettura d’origine: Ferrari aveva dichiarato una velocità massima di 300 km/h, quando invece la 550 Maranello oltrepassava i 320 km/h. Questa mancanza si recupera però in termini di fascino e esclusività: la Rossa è una delle pochissime Ferrari con carrozzeria speedster, dotata di un parabrezza molto avvolgente e di un vistoso incavo sulla fiancata. Gli stessi elementi, guarda caso, che si ritrovano sulla Kode57.

Ha gli stessi occhi della Enzo

La Rossa rimane un esemplare unico, ma portò all’esordio particolari estetici poi ripresi dalle Ferrari a listino: le luci posteriori avrebbero ispirato quelle viste sulla Enzo, mentre l’incavo sulla fiancata è visibile anche sulla 612 Scaglietti. L’abitacolo si rivela molto spoglio e minimale, grazie all’assenza dei comandi e di un vero e proprio quadro strumenti, rimpiazzato da tre quadranti analogici montati dietro il volante. Sul tunnel è presente una vistosa torretta del cambio, rialzata e interamente cromata. La Ferrari Rossa ha ricevuto nel 2000 il premio Concept Car of the Year, assegnato al prototipo più valido esposto nell’anno di riferimento.

Autore: Redazione

Tag: Prototipi e Concept , Ferrari , auto italiane


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